Il 20 febbraio dello scorso anno il notiziario dell’Ordine dei Medici di Roma comunicò l’inevitabile arrivo di una nuova pandemia. A maggio l’OMS non riuscì a realizzare il suo programma di ottenere la Sovranità Sanitaria sul mondo. Pochi giorni prima il Parlamento francese aveva approvato l'”emendamento Pfizer” col programma di mandare in carcere chi avesse criticato i vaccini a mRNA, nell’ambito di una “verità scientifica di Stato”.
Le “mirabilia” che ormai conosciamo, proprie di Tedros A. Ghebreyesus dell’OMS e dell’ineffabile presidente Macron, non si sono realizzate perché gli Stati del mondo in maggioranza hanno capito che non si poteva in alcun modo avere fiducia nella Organizzazione Mondiale della Sanità, governata dai privati delle industrie farmaceutiche. Però il programma non si è arrestato perché le esigenze economiche della Medicina Industriale, che ormai domina da un secolo la Sanità del mondo occidentale, non sono controllate da coloro che avrebbero il compito di farlo.
Da più di un anno tutti noi abbiamo cominciato a pensare che la tempesta del Covid si fosse spenta. Invece da circa 6 mesi abbiamo notizia di un nuovo vaccino anti-Covid (di cui non sentivamo la necessità) definito autoreplicante e denominato” saRNA Kostaive o zapomeran”. Tale vaccino, sviluppato da CSL e Arcturus Therapeutics, presenta caratteristiche inquietanti poiché si autoamplifica nelle cellule ospiti fino a 100 volte rispetto ai normali vaccini a mRNA, superando qualsiasi barriera fisiologica, per esempio quella ematoencefalica e quella placentare, e quindi può diffondersi nell’ambiente ed infettare attraverso il respiro, il sudore, la saliva. Sia da uomo ad animale che viceversa. Non esistono dati documentali degli effetti a distanza di tale vaccino e nel “bugiardino” del farmaco sono ammesse possibili complicanze, anche gravi, come quelle registrate con le vaccinazioni obbligatorie.
Questo vaccino è stato approvato in Giappone alla fine del 2023 e si è cominciato a distribuirlo a ottobre 2024. A distanza di parecchi mesi nessuna comunicazione ufficiale! Il 12 dicembre 2024 il comitato CHMP dell’EMA ha approvato il rilascio dell’autorizzazione per l’impiego del nuovo vaccino e il 12 febbraio 2025 la Commissione europea ne ha concesso la commercializzazione. Tutto questo nel silenzio generale delle istituzioni politiche e sanitarie. Il fatto che giornali e TV non ne parlino significa che questi sono gli ordini “superiori”, secondo uno stile pandemico collaudato e non discutibile. Avremo quindi prima o poi i virologi codificati (collaboratori più o meno ufficiali delle industrie del farmaco) che pontificheranno dalle cattedre televisive insultando tutti coloro che si dimostrano scettici o polemici e che non accetteranno mai un confronto scientifico in un congresso internazionale, come è accaduto nella cosiddetta “pandemia”. In questi termini, così impostata, la gestione politica e non medica del vaccino autoreplicante sembra rispondere alle esigenze di un’arma di distruzione di massa.
Una tale procedura (con gli infausti esiti economico-sociali verificatisi nella fase pandemica, frutto di una volontà di mercato ormai del tutto trasparente) potrebbe trovare un ostacolo insormontabile nei medici che sentissero la necessità di rappresentare dignitosamente i principi fondamentali della medicina ippocratica. Principi che potremmo riassumere in una sola frase, il cui significato tutti i medici hanno già incontrato nel codice deontologico: agire secondo scienza e coscienza, senza nuocere al Paziente, curando il suo interesse prima del proprio.
Questo semplice principio che sancisce la libertà professionale di tutti i medici, indipendentemente dalla loro specializzazione e funzione, sulla base di una consapevole preparazione scientifica, con l’obbligo morale di curare l’interesse dei Pazienti, è stato tradito proprio dalla grande maggioranza dei presidenti degli Ordini dei Medici italiani. Questi hanno usato la loro autonomia decisionale, contro le leggi nazionali ed europee, per sospendere dal lavoro e dallo stipendio i medici che si opponevano all’obbligo di un vaccino sperimentale. Lo hanno fatto senza discutere, senza studiare la situazione medica, senza consultare gli iscritti, in cieco omaggio alle volontà del Ministro della Salute di turno, chiunque egli fosse e di qualunque impreparazione scientifica.
Implicitamente costoro, con l’esempio del presidente italiano della Federazione degli Ordini dei Medici, dott. Filippo Anelli, hanno tranquillamente accettato di trasformare i medici in impiegati del Ministero della Salute, obbligati a prescrivere soltanto i farmaci prescritti dal ministro. A Belluno il presidente dell’Ordine dott. Stefano Capelli, verosimilmente orgoglioso della sudditanza espressa al ministro Speranza, si è sempre opposto a qualunque confronto scientifico e ha pensato bene di ripresentarsi come presidente di una lista unica al rinnovo delle cariche. Naturalmente è stato rieletto, ma dopo alcune tornate e senza quorum. Questa rielezione senza quorum avrebbe dovuto invitarlo a qualche riflessione.
Dott. Filiberto Dal Molin
