Verona – Si è spacciato per notaio pur non avendone titolo, autenticando atti con timbri e firme falsi, ingannando cittadini e autorità. Un uomo di nazionalità rumena è stato colpito da un’ordinanza di interdizione dall’esercizio dell’attività, emessa dal GIP del Tribunale di Verona su proposta della Procura della Repubblica, per i reati ipotizzati di contraffazione di pubblici sigilli, uso di strumenti falsificati e esercizio abusivo di funzioni pubbliche.
L’indagine, condotta dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Verona, ha portato alla luce un sistema illecito ben rodato. L’uomo operava come finto consulente burocratico, offrendo assistenza per legalizzare atti italiani da utilizzare in Romania e viceversa. Invece di affidarsi agli organi competenti, redigeva lui stesso i documenti, apponendo sigilli contraffatti e firme inventate di notai e funzionari pubblici, sia italiani che rumeni.
Durante le perquisizioni, le Fiamme Gialle hanno sequestrato una grande quantità di documentazione, dispositivi informatici, e timbri falsificati, tra cui alcuni con l’emblema della Repubblica Italiana e altri raffiguranti l’aquila dello stemma rumeno. Alcuni riportavano nomi di notai inesistenti, creati appositamente per dare un’apparenza di legittimità agli atti.
Attraverso l’analisi dei documenti cartacei e digitali sequestrati, è stato possibile ricostruire l’intera attività illecita: l’uomo creava documenti notarili fasulli, li stampava e li completava con timbri e firme inventate, guadagnando decine di migliaia di euro nonostante dichiarasse redditi minimi da diversi anni. Per questo motivo è stato anche sottoposto a verifica fiscale.
Si ricorda che, in base all’articolo 27 della Costituzione, la responsabilità dell’indagato sarà accertata solo con sentenza definitiva, nel rispetto della presunzione di innocenza.
