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Cambiamento climatico. Conferenze internazionali, trattati e progetti

Ghiacciaio Marmolada (Legambiente)

Le Conferenze internazionali sul clima (COP) riuniscono i governi di tutto il mondo per negoziare le misure atte ad affrontare il Cambiamento Climatico sotto la Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici (UNFCCC).

Dalla prima COP, che ebbe luogo a Berlino nel 1995, all’ultima di Dubai del 2023 sono state 28 le conferenze internazionali. A Kyoto nel 1997 sono stati stabiliti impegni vincolanti per i Paesi industrializzati al fine di ridurre loro emissioni di gas serra. A Copenaghen nel 2009 si sono presi accordi per il finanziamento dei paesi in via di sviluppo e a Parigi nel 2015 è stato adottato un trattato globale per limitare l’aumento della temperatura a meno di 1,5°C rispetto ai livelli pre-industriali. Al momento attuale l’aumento di temperatura è valutato a 1,2°C dalla World Meteorological Organization (WMO) sui dati della IPCC e di altri centri di ricerca climatici. Tutto ciò indica 2 fatti fondamentali:

Il primo è l’impegno formale delle nazioni del mondo ad affrontare il problema clima da 28 anni, sulla base della scoperta che risale alla fine del 19° secolo, 130 anni fa circa. Il Nobel per la chimica Svante Arrhenius dimostrò che la CO2 mantiene il calore del sole accumulato di giorno (con la meccanica quantistica proprio recentemente è stato spiegato come ciò avvenga) Successivamente è stato dimostrato che tale caratteristica è propria di altri gas costituiti da molecole con più di 3 atomi. In condizioni di equilibrio la quantità di calore accumulata durante il giorno è la stessa che viene dispersa globalmente durante la notte per cui la temperatura media del pianeta rimane invariata. Ciò è accaduto con minime variazioni percentuali negli ultimi millenni, dovute a fattori astrofisici diversi e ben conosciuti di cui sono ben chiariti i meccanismi. Negli ultimi 11.000 anni la concentrazione di CO2 è stata sostanzialmente stabile a 280 parti per milione e la temperatura è stata mediamente di circa 15°C (a parte la piccola glaciazione del secolo freddo 1600-1700) Negli ultimi 130 anni però la CO2 è salita molto velocemente a 420 parti per milione per cui non tutto il calore accumulato di giorno viene disperso di notte. E la concentrazione di CO2 seguita a crescere ogni anno

Il secondo ci impegna a considerare che cosa potrà accadere quando raggiungeremo un aumento della temperatura globale di 1,5°C se con 1,2°C abbiamo già lo scioglimento dei ghiacciai, l’aumento di livello e l’acidificazione degli oceani, l’esplosione degli incendi e le drammatiche variazioni atmosferiche.

Dopo 28 conferenze internazionali, trattati non rispettati e progetti non realizzati, bisogna avere il coraggio di impostare un cambiamento radicale per passare dall’economia del petrolio e della guerra ad un’economia compatibile con gli equilibri naturali.

Al 97% gli scienziati che si occupano del clima ritengono che la crisi attuale sia di genesi antropica e la politica del mondo deve adattarsi ad ascoltare la loro voce. Pena il disastro.

Filiberto Dal Molin

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