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A Natale 575mila tonnellate di cibo nei rifiuti. Lo spreco alimentare è cresciuto del 15% nell’ultimo anno

Sale a 17,8 miliardi di euro lo spreco alimentare in Italia: 9,6 miliardi è lo sperpero delle famiglie, 3,4 miliardi vanno persi nella trasformazione, 2,8 miliardi equamente divisi tra commercio/distribuzione e produzione primaria, 2 miliardi nella ristorazione.

Tra la Vigilia di Natale e Capodanno, in Italia, si getteranno via 575 mila tonnellate di cibo. Lo sperpero delle famiglie equivale ad un controvalore di 9,6 miliardi di euro, ossia 92 euro a famiglia. A metterlo in evidenza è Ener2Crowd.com, la piattaforma ed app numero uno in Italia per gli investimenti green, che già nel 2019 aveva realizzato un analogo studio, basato su dati primari raccolti dall’International Center for Social Research e sull’analisi dei dati di Waste Watcher International e dell’Ufficio Statistico dell’Unione Europea (Eurostat).

Rispetto a 5 anni fa, secondo quanto emerge dalla ricerca realizzata da Ener2Crowd.com, il valore economico annuale dello spreco italiano è dunque salito nel 2024 del 45,6%, con una media mensile di 30,6 euro a famiglia, un valore che si triplica appunto nel periodo di Natale.

«Ad andare in fumo è una somma di denaro ingente, che porta anche ad un’impennata del livello di inquinamento, perché ogni tonnellata di rifiuti alimentari produce circa 4,5 tonnellate di CO2» sottolinea Giorgio Mottironi, CSO e co-fondatore della società benefit Ener2Crowd, Chief Analyst del GreenVestingForum, il forum della finanza alternativa verde.

«Lo spreco alimentare globale è infatti associato a circa 3,3 miliardi di tonnellate di CO2 equivalente, rappresentando oltre il 7% delle emissioni totali» aggiunge Niccolò Sovico, CEO e co-fondatore di Ener2Crowd.com, riferendosi ad un recente rapporto dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA).

Ma le emissioni sarebbero anche di più secondo le più recenti stime del WWF. Secondo l’associazione ambientalista, il cibo prodotto per il consumo umano che finisce perso o sprecato sarebbe responsabile dell’8-10% delle emissioni nocive a livello globale.

 

 

 

- Advertisement - Roberto Denart
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