
Belluno, 24 ottobre 2024 – Gli alpini di Salce festeggiano sessant’anni di storia e di attività e noi festeggiamo con loro”. Esordisce così il sindaco di Belluno Oscar De Pellegrin nel suo saluto rivolto al gruppo delle penne nere di Salce che domani, venerdì 25 ottobre, celebra il sessantesimo compleanno.
Il giorno ufficiale di fondazione del gruppo alpini “Generale Pietro Zaglio” di Salce (Sezione Ana di Belluno), infatti, è il 25 ottobre 1964. “Sessant’anni di storia, di vita, di eventi, di iniziative e solidarietà sono un traguardo invidiabile – prosegue De Pellegrin -. Sessant’anni di progetti, di tempo donato agli altri per gli altri, di comunità autentica costruita con azioni concrete di aiuto, di obiettivi raggiunti e di soddisfazioni enormi sono qualcosa di cui andare fieri. Oggi guardiamo con voi al traguardo del secolo forti di quell’entusiasmo e di quell’orgoglio che ci ispirate con la vostra instancabile attività.
Grazie per quello che fate, che continuerete a fare con lo spirito che vi contraddistingue e che incarna perfettamente la nostra terra: l’agire silenzioso, senza clamori, rimboccandosi le maniche per dare sempre e ancora il meglio.
Ma non vorrei fermarmi all’augurio di buon compleanno. Vorrei piuttosto cogliere l’occasione per guardare al futuro.
Dalla loro costituzione per opera di Mario Dell’Eva, alpino di straordinaria tempra e spirito civico non a caso insignito del prestigioso premio San Martino nel 2001, gli alpini di Salce hanno saputo incarnare i valori che contraddistinguono le penne nere: solidarietà, dedizione e servizio alla comunità. Non posso non ricordare quanto avete fatto e quanto continuate a fare, con dedizione e generosità, per i bellunesi e in particolare per la comunità di Salce. Siete stati sempre in prima linea nelle emergenze, pronti ad aiutare chi ne ha più bisogno con la discrezione di chi non cerca riconoscimenti, ma agisce perché sente di volerlo fare. Questo spirito di servizio è ciò che più ci rende orgogliosi di voi, e che rappresenta la speranza per il futuro della nostra bella terra.
La vostra presenza è un baluardo di identità. E non è un caso che da secoli la nostra provincia abbia trovato negli alpini il simbolo stesso della resilienza, del coraggio e della solidarietà.
Ma non possiamo limitarci a guardare al passato. Oggi più che mai dobbiamo riflettere su cosa significhi trasmettere questi valori alle nuove generazioni. Viviamo in un’epoca in cui le radici rischiano di affievolirsi e con esse anche il legame con la nostra identità. È quindi essenziale che i giovani sappiano guardare a voi, Alpini, comprendendo a fondo cosa vuol dire appartenere a una comunità, cosa vuol dire non voltarsi mai dall’altra parte, ma essere sempre pronti ad agire, a costruire, a proteggere con senso e spirito civico. E’ una sfida, so che la coglierete.
Ogni volta che sto in mezzo agli Alpini, mi sento a casa. Non serve conoscersi, ci si sente tutti parte di una grande famiglia ed è da questo spirito di autentica fratellanza e comunità che nascono i progetti e quell’entusiasmo che io vorrei venisse trasmesso ai nostri giovani i quali, più che di regole e imposizioni, hanno bisogno di buoni esempi veri, come lo siete voi.
Ancora sessanta e oltre di questi compleanni”.
