
“Sulla diga del Vanoi il presidente della Regione Veneto Luca Zaia e il suo dirimpettaio, il presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, entrambi leghisti, non sono coordinati. E stanno portando le rispettive amministrazioni sull’orlo di un conflitto istituzionale”.
Secondo il consigliere regionale Arturo Lorenzoni l’opera in questione sta facendo emergere un’azione politica quanto meno discutibile, soprattutto da parte di Zaia.
“Da una parte Fugatti ribadisce la netta opposizione al progetto – precisa – E lo fa a suon di delibere, paventando pure un’azione legale contro il Consorzio di Bonifica Brenta”.
Dall’altra, invece, “da anni Zaia si dichiara possibilista, rilanciando la patata bollente ai tecnici”. “Le due amministrazioni leghiste, e confinanti, mostrano di non avere una visione comune. E questo non è certo un buon esempio di politica fondata sul benessere delle collettività”.
“Zaia se ne faccia una ragione, l’idea della diga è vecchia di un secolo. Se è vero che il cambiamento climatico rende necessario trattenere più acqua per le nostre attività, è altrettanto vero che le alternative per aumentare l’accumulo idrico per la pianura veneta ci sono, nelle Aree di Infiltrazione Forestali”. Tecniche semplici che fanno la cosa più logica: alimentare le falde sotterranee, l’accumulo naturale che è in sofferenza negli ultimi decenni.
“Possiamo spendere un centesimo rispetto alla diga e ottenere il medesimo risultato”, conclude Lorenzoni.
