
“Presentati dalla Giunta come virtuosità, i conti i ordine di questo bilancio consuntivo non sono altro che un enorme piano di rientro mascherato rispetto a debiti pregressi accumulati nei primi anni della Giunta Zaia. Restano tutte le incertezze legate alle due grandi scommesse dell’era Zaia: le Olimpiadi e la Pedemontana”.
Il giudizio è della capogruppo del Pd Veneto, Vanessa Camani.
Secondo l’esponente dem “questo passaggio è l’occasione per dare una valutazione non solo contabile ma soprattutto politica sulle scelte della Giunta. E ci consente di dire che il Veneto in questi 15 anni di governo Zaia è cresciuto, ma in maniera diseguale. Sono cresciute le grandi imprese, a scapito delle piccole. Sono cresciuti i patrimoni personali, a scapito dei risparmi delle famiglie. È cresciuta la parte che ce la fa, a scapito di chi per fragilità è rimasto indietro. Neppure i fondi PNRR, pure importanti, sono stati impiegati per rendere il Veneto più giusto. Il fallimento della Giunta Zaia si misura nell’incapacità di orientare questa crescita verso una via più inclusiva ed equa”.
“Il tutto – conclude Camani – nel silenzio più totale della maggioranza, a partire dal Presidente Zaia, l’eterno assente. Una resistenza al confronto che nasce dall’arroganza di chi si preoccupa più della propria poltrona che del benessere del Veneto”.
