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Spazio Ex caserma Piave di Belluno: una gestione più agevole con il progetto “Commons”

Ecco i risultati del progetto “Commons”, portato avanti dal Coordinamento delle associazioni gestrici dello Spazio EX caserma Piave di Belluno.

Finanziato all’interno di un vecchio bando per la co-progettazione sociale riferito all’anno 2017 dell’allora Csv Belluno, si è trattato di un progetto di manutenzione condivisa degli spazi comuni dell’ex caserma Piave. Un impegno protrattosi nel tempo e che solo da poco ha visto l’effettiva sua conclusione, in ragione prima di un progetto di rigenerazione urbana dello spazio – che ha comportato l’avvio di un cantiere, il quale ha chiaramente messo in pausa lo svolgersi delle attività – e poi della pandemia, che ha causato ulteriori rallentamenti. Al termine, i risultati concreti si sono visti su più fronti: ci sono stati l’acquisto di mezzi per la manutenzione dell’area, una formazione specifica per persone svantaggiate, la creazione di incontri organizzativi e al contempo di solidarietà e scambio tra associazioni e, infine, l’acquisto di un defibrillatore ad uso comune.

I.P.B.C.-Insieme per il bene comune, Slow Machine, Tib Teatro, Radioamatori Valbelluna, Gruppo 90, Radioclub Belluno N.O.R.E., Cooperativa Scout S. Giorgio, Scout Agesci, Casa Dei Beni Comuni, Associazione italiana Arbitri, Banco Alimentare Charles Péguy: queste le realtà che attualmente vivono lo Spazio EX di via Vecellio e si prendono cura della sua manutenzione. L’area, di proprietà del Comune di Belluno e affidata alle associazioni per la parte gestionale, ha visto nel tempo diversi interventi di progettazione partecipata da parte delle associazioni assegnatarie, organizzate in un’apposita assemblea di gestione.

Prima tappa del progetto è stata la costruzione di un parco macchine atto alla manutenzione della vasta area, concretizzatasi nell’acquisto di diversi mezzi: una motosega a scoppio, un decespugliatore, un motocoltivatore e alcuni accessori aggiuntivi per quest’ultimo. Grazie a queste attrezzature, le associazioni possono ora essere autonome nella gestione ordinaria degli oltre 19 mila mq dell’area interessata.

Secondo risultato raggiunto è stata la condivisione di un calendario di giornate comunitarie di manutenzione organizzata, sfociate poi in un regolamento di gestione delle aree in accordo con il Comune. Grazie al progetto, inoltre, è stato possibile coinvolgere nei lavori alcune persone svantaggiate, segnalate dai servizi sociali del Comune di Belluno.

Ancora, lo Spazio EX è stato utilizzato come laboratorio di welfare e di copartecipazione. In particolare, il progetto si è concentrato sul coinvolgimento dei soggetti “deboli”, strutturando un pacchetto di formazione sul tema di manutenzione e sicurezza, progettato ad hoc assieme al Centro per la Formazione e la Sicurezza e svoltosi proprio all’interno dello Spazio EX, spendibile anche sul mercato del lavoro, tanto che due delle persone coinvolte hanno materialmente trovato un’occupazione dopo la formazione.

Infine, il progetto ha consentito l’acquisto di un defibrillatore a servizio di tutta l’area e già installato presso lo Spazio EX. In totale nel progetto sono stati impegnati oltre 10 mila euro.

«Il valore aggiunto generato dal progetto è notevole e riguarda soprattutto le ricadute indirette dovute al processo avviato», dichiara il coordinatore dell’assemblea di gestione dello Spazio EX Lorenzo Bogo, ringraziando il Csv per il supporto fornito e tutti gli attori coinvolti in un progetto portato avanti per anni, ben oltre le previsioni. «Grazie ai tanti momenti di condivisione messi a segno nel tempo, si sono instaurate dinamiche gestionali che hanno dato poi vita all’assemblea di gestione. Inoltre la progettazione comune, che ha incluso l’idea di coinvolgere nelle attività persone con debolezze di varia natura, è diventata uno dei principi mutualistici alla base della vita associativa nell’area. Dal punto di vista materiale il valore aggiunto è stato fondamentale grazie all’acquisto di quelli che tuttora sono i mezzi di manutenzione ordinaria utilizzati».

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