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lunedì, Maggio 27, 2024
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Uccidere i lupi. Allevatori e cacciatori contro animalisti

Alla fine ci sono arrivati. L’abbattimento selettivo è stato sostenuto dall’assessore regionale Corazzari. Tradotto significa che è si vuole licenza di uccidere i lupi.

Esulta la Cia Belluno, Confederazione italiana agricoltori, che chiede addirittura di “formare del personale ausiliario, munito di licenza di caccia”. Secondo il presidente di Cia Belluno, Rio Levis “la gestione della fauna selvatica e l’attività venatoria hanno sì delle connessioni tra di loro, ma presentano anche delle profonde diversità: la prima sta alla base del governo del territorio, la seconda ha un carattere ludico-ricreativo”. Si tratta, dunque, di intervenire dapprima nella governance, garantendo l’effettiva partecipazione e consultazione del mondo agricolo a tutela delle proprie attività. “In molte zone l’eccessiva presenza del lupo – ha detto Levis al convegno “Il lupo, tutta la verità”, che si è tenuto sabato sera nella sala parrocchiale di Farra d’Alpago – sta rendendo difficile, se non impossibile, l’allevamento semi brado e la pastorizia, con conseguenti fenomeni di abbandono e impatti negativi sull’equilibrio idrogeologico delle nostre Terre Alte”. Le aste deserte per l’assegnazione delle malghe sono un segnale inequivocabile. Zaccaria Tona, presidente della cooperativa Fardjma, ha portato la sua testimonianza: “Negli ultimi cinque anni, nel nostro territorio, il lupo ha sbranato oltre 700 pecore. Non solo. Siamo passati da 100 a 60 allevatori, mentre la fecondità della pecora Alpago è passata dal 95% al 65%. Non possiamo attendere, il problema va risolto alla radice”. Presenti al convegno, tra gli altri, il presidente della Commissione Agricoltura in Senato, Luca De Carlo, il deputato Erik Umberto Pretto, il presidente della Provincia di Belluno, Roberto Padrin, il presidente dell’Associazione per la Cultura rurale, Sergio Berlato. Al termine, le varie istanze sono state raccolte in un documento fatto firmare ai relatori, con l’impegno di portarle in tempi brevi al Ministero delle Politiche Agricole.

Di diverso parere l’associazione LNDC Animal Protection, che scende in campo per esprimere il proprio forte disappunto sulla richiesta all’Ispra avanzata dall’assessore Alessandro Corazzari, per poter uccidere i lupi in sovrannumero in Regione, partendo dalle zone dell’Alpago e della Valbelluna, eliminando in prima battuta i carnivori “più audaci” al fine di ridurre le predazioni di pecore.  Corazzari chiede in una lettera all’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) di derogare la protezione del lupo prevista dall’articolo 16 della Direttiva Habitat, forte dei dati sui lupi presenti in zona e quelli legati alle nascite future secondo le stime di Paolo Zanetti, coordinatore dei 10 Distretti di caccia.

“Certamente l’obiettivo dei distretti di caccia e dei cacciatori è uccidere, così come la legge Spara-tutto proposta dalla Lega e avallata dalle politiche contro la fauna selvatica del Governo Meloni, che concorrono a creare un clima di paura e a potenziare azioni difensive violente”, ha argomentato Piera Rosati, presidente LNDC Animal Protection: “Chiediamo sia rispettata la Direttiva Habitat attualmente in essere, volta a protegge questi animali che hanno un ruolo fondamentale nell’equilibrio della biodiversità. Invece che facilitare l’uccisione dei lupi, bisogna incentivare l’uso di misure di prevenzione come sosteniamo da tempo bloccando a Belluno e in Veneto una nuova crociata contro i lupi, come quella già partita in Trentino Alto Adige contro la quale stiamo lottando in tribunale. Inoltre, se non è possibile identificare il lupo o i lupi responsabili dell’eventuale predazione, quale criterio sarebbe utilizzato per stabilire il numero di uccisioni? Sparare a tanti esemplari quanti si suppone abbiano partecipato alle predazioni? Un’amministrazione lungimirante e attenta all’ambiente dovrebbe incentivare l’utilizzo di metodi di prevenzione”, ha aggiunto Rosati, “come adeguate recinzioni o la presenza continua di pastori con i propri cani, al fine di attuare una rigorosa tutela di alcune specie animali tra cui proprio il lupo e cercando di mantenere un equilibrio rispettoso di ogni specie, senza azioni crudeli e aggressive”.

 

 

 

 

 

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