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domenica, Maggio 26, 2024
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La Festa della Liberazione vista dai ragazzi della 3a secondaria di Lentiai

Lentiai – Piazza Crivellaro – martedì 23 aprile ore 10: i ragazzi della classe terza della secondaria di Lentiai invitano compagni e popolazione a celebrare la festa della Liberazione con le parole della Resistenza

Saranno i ragazzi della classe terza A della secondaria di Lentiai a rendere ancor più significativa la celebrazione della Festa della Liberazione che il Comune di Borgo Valbelluna organizza per martedì 23 aprile alle 10 di fronte al palazzo del Municipio. In presenza dei compagni, della cittadinanza, delle associazioni d’Arma degli Alpini di Trichiana, Mel e Lentiai, dei Fanti e dei Cavalieri, dei Carabinieri in Congedo, dell’Anpi La Spasema, dell’Auser Il Narciso di Lentiai e dell’Isbrec di Belluno, i ragazzi, utilizzando dei cartelloni, illustreranno il lavoro svolto a scuola grazie al contributo dell’ex professoressa Raffaela D’Attilio e il coordinamento dell’insegnante di lettere Francesca Criscino. Ad accompagnarli i brani dei colleghi frequentanti l’indirizzo musicale, guidati dal professore di chitarra Stefano Brancaleone, e le canzoni cantate sotto la direzione dell’insegnante di musica Erika De Bortoli: l’Inno d’Italia, Bella Ciao, ma anche “La luna di Kiev”, testo di Rodari musicato dal Maestro Manolo Da Rold perché diventi l’inno dell’Istituto Comprensivo di Mel e Lentiai.
Quest’anno l’attività proposta agli alunni è partita dal libro “Storie della Resistenza”, edizioni Sellerio, all’interno del quale c’è un particolare capitolo: “Un uomo ordinato. Il dizionario del partigiano anonimo”, curato da Angelo del Boca, in cui il protagonista, rimasto sconosciuto, mette in ordine alfabetico la sua esperienza di partigiano. Individuando una serie di parole chiave, come: politica, repubblichini, spie, tedeschi… il partigiano attraverso queste analizza la situazione storica e gli avvenimenti che vi si sono succeduti. Dopo la lettura, i ragazzi hanno scelto la parola che più li ha colpiti e l’hanno resa graficamente sui cartelloni che illustreranno in piazza.
Per mitigare l’aspetto troppo militare, che solitamente contraddistingue i festeggiamenti per la Liberazione, la professoressa D’Attilio ha presentato ai ragazzi anche una parte del pensiero espresso, sempre nello stesso saggio, da Lidia Menapace in “La Resistenza fu colorata” in cui la partigiana, politica e saggista scrive: ”Mi viene una gran rabbia quando vedo che le celebrazioni del 25 aprile schierano sui palchi a parlare i comandanti militari, non una donna, un operaio, una contadina, un ragazzo e rievocano solo il triste rito dello scontro bellico: è per lo meno una visione gravemente incompleta della Resistenza. Bisogna correggerla”. È anche sperando di correggere questa visione incompleta che, il 23 mattino, saranno persino i futuri cittadini di domani a salire sul palco.

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