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venerdì, Maggio 24, 2024
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Preoccupazione della Filctem-Cgil per il futuro degli 80 dipendenti della Piave Maitex di Feltre

Fabrizio Fontana – FILCTEM CGIL Belluno

C’è forte preoccupazione per il presente e il futuro di Piave Maitex, l’industria tessile
specializzata nella manifattura di tessuti elasticizzati di alta qualità, nata a Feltre nel 1908.
Il continuo ricorso alla cassa integrazione, unito a relazioni sindacali sempre più precarie e all’assenza di comunicazione in merito agli elementi chiave del piano industriale, non consentono alla FILCTEM CGIL di Belluno di guardare al futuro dei circa 80 dipendenti del
sito industriale di Feltre con serenità.

Fabrizio Fontana, funzionario di Filctem Belluno, delinea i contorni di uno scenario che
non induce all’ottimismo: “C’è preoccupazione per il futuro di questa storica azienda di Feltre, che ha una produzione merceologica diversificata, rispetto all’industria bellunese, dedicata soprattutto all’occhialeria e alla meccanica. La difficoltà di Piave Maitex per lo scenario industriale della provincia è, pertanto, un fatto grave, perché la scarsità di rassicurazioni da parte datoriale ci fa temere anche per lo scenario peggiore”.

Filctem lamenta anche un’assenza di comunicazione che contribuisce ad annuvolare il
futuro di Piave Maitex: “La preoccupazione si basa anche su relazioni sindacali ai minimi storici, l’azienda non fornisce un piano industriale che garantisca prospettive solide sull’attività produttiva, la società, viceversa, ricorre alla cassa integrazione da più di un anno, senza anticipo”.

A complicare lo scenario dentro e fuori i confini della fabbrica di via Cavalieri di Vittorio
Veneto c’è anche un clima interno all’azienda piuttosto teso: “Quello che sta snervando i
lavoratori e le lavoratrici” spiega Fabrizio Fontana “è un utilizzo della cassa integrazione con
modalità spinte, con preavviso sempre minore, con richiesta di disponibilità che rasenta quasi l’istituto della chiamata. Si crea, pertanto, un clima che non conduce alla fattiva collaborazione, nel quale i lavoratori devono rimanere a casa in cassa integrazione, salvo essere chiamati con preavviso scarsissimo, quando arriva l’urgenza di un ordine che deve essere evaso. Ad avviso di Filctem si tratta di un quadro volto al risparmio massimo, sulla pelle degli operai, i quali devono rimanere in attesa di un’urgente chiamata al lavoro, nel contesto di una ridotta retribuzione, com’è quella legata alla cassa integrazione, senza che gli stessi ricevano prospettive concrete per il futuro”.

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