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Cittadini, sudditi, servi * di Filiberto Dal Molin

Filiberto Dal Molin – medico chirurgo specializzato in Radiologia, direttore sanitario della Salus, Istituto radiologico e fisiokinesiterapico con sede a Belluno.

In questo pianeta, di cui non c’è niente di simile in un raggio di almeno 1000 anni luce (al di là dei sogni più audaci che sono pura e gratuita speculazione per chi pensa di colonizzare nuovi mondi) i problemi della comunità umana sono sempre più grandi e impegnativi.
In questi ultimi 100 anni si sono moltiplicati in maniera esponenziale.

Parliamo delle situazioni che possono annullare le nostre rare e imperfette forme di democrazia o che potenzialmente possono portarci a discriminazioni economiche sempre più estreme, con povertà assolute incompatibili con la vita, oppure che minacciano di compromettere definitivamente l’attuale vita biologica dell’intero pianeta, fino alla paventata VI estinzione di massa.

In questo contesto, che in diversi modi sta cominciando ad entrare nei pensieri e nelle espressioni più o meno esplicite dell’intera popolazione mondiale, svolgono un ruolo determinante diversi fattori: l’inquinamento crescente di terra acqua e aria; le migrazioni di popolazioni derelitte a cui sono state tolte le uniche fonti di sostentamento e di reddito e che ora la nostra civiltà occidentale vuole respingere per non accollarsi neppure una parte di un rimborso dovuto; il cambiamento climatico dovuto ad una economia di rapina di tutti i Beni Comuni che ci ha messo a disposizione il paradiso terrestre su cui abitiamo; le guerre continue per avere sempre di più e di meglio, instancabilmente.

E non è che tutto ciò possa durare un tempo infinito. Sono tutte situazioni che richiedono interventi decisi, condivisi e concordati per non trasmettere ai nostri nipoti problematiche del tutto degenerate e insolubili. Se così dovesse accadere il pianeta diverrebbe una giungla incontrollabile col predominio dei più forti per le residue isole di benessere, fino alla conclusione più tragica. Esattamente ciò che possiamo aspettarci dal sedicente sapiens-sapiens! Era infatti indispensabile ripetere il concetto per ribadire la nostra superiorità nel mondo animale.
E i politici cui abbiamo concesso la nostra fiducia?
Mediamente i politici di questo mondo hanno ben altre necessità: il loro interesse personale, le prossime elezioni, la politica indispensabile per mantenere la propria poltrona per 3,4,5 volte il tempo stabilito dalle leggi, il PIL che cala! Non molto di più!
Periodicamente si riuniscono, prendono in mano i report del IPCC, controllano con fastidio il livello di CO2 nell’atmosfera e nell’acqua (mai così alto negli ultimi 400.000 anni) rilevano con maggiore fastidio gli indici del Global Footprint Network (sempre più passivo di anno in anno) ed egualmente parlano di “Sviluppo Sostenibile” oppure di “Crescita” (anche se non sono necessari scienziati per capire che la Crescita senza fine non è possibile) evitano di parlare di Progresso per non coprirsi di ridicolo, quindi scoprono che risolvere quei problemi è incompatibile con la loro propria inerzia e rinviano il tutto ai posteri.
In questo modo i tempi per arrivare alla “giungla” son piuttosto brevi.
Invece la collaborazione pacifica, coordinata, integrata con i dati scientifici certi, al fine di lavorare insieme per la salvezza nostra, e del nostro pianeta irripetibile, potrebbe scongiurarla.
Ma questo no, non piace ai nostri governanti, il testosterone non tollera compromessi, ci vuole la guerra per la quale ormai i bilanci adottati consentirebbero di risolvere in pochi decenni tutti i problemi ambientali. Per enumerare le guerre negli ultimi 100 anni ci vorrebbe una enciclopedia. I nostri governanti non studiano la storia, infatti non hanno ancora imparato che la guerra non risolve i problemi, li crea.
E noi cittadini, prossimi a diventare sudditi e probabilmente a morire da poveri o da servi, che cosa facciamo?
Il traballante carrozzone di cui abbiamo parlato ha un problema che costituisce la base di tutti problemi ed è la Libertà di Informazione: nel 2021 era di buon livello nei soli tre Paesi Scandinavi; sufficiente in Nord America e nell’Europa occidentale, molto problematica in Italia, Albania, Grecia, Polonia Ungheria e Ucraina. Praticamente nulla oltre il centesimo posto nel mondo.

Dall’inizio della pandemia la Libertà di Informazione si è drammaticamente ridotta nel nostro Paese e in molti altri e nel corso di questo 2024 potrebbe subire un gravissimo peggioramento per tramite dell’OMS e di chi la controlla.
Ormai è certo, anche per le menti più distratte e più deboli, che la gestione politica della pandemia, voluta e organizzata attraverso l’OMS, altre Istituzioni internazionali e potentissimi gruppi privati, ha escluso ogni alternativa di terapia proposta da medici e istituzioni di alto livello, ha escluso ogni confronto scientifico istituzionale come sempre richiesto, tra gli altri, dalla Commissione Medico Scientifica Indipendente (CMSi), ha ignorato tutti i documenti che gruppi di medici qualificati e di avvocati hanno spedito ai vertici sanitari nazionali e mondiali per evidenziare errori, contraddizioni, statistiche fasulle e atti di vero e proprio crimine sanitario, contrari alla libertà delle persone e molto pericolosi o micidiali per la loro salute.
L’OMS, soddisfatta del suo operato e fortemente condizionata da un “filantropo” come Bill Gates, propone a tutti gli Stati iscritti di gestire in proprio, con metodo totalitario, la Salute del mondo. In Francia Macron, più solerte e integrato di tutti, ha già proposto multe salatissime e galera per quelli che si permettono di criticare farmaci decisi dallo Stato, i vaccini e la loro efficacia.

È chiaro che questa non è una situazione urgente, ma urgentissima, da contrastare entro la fine di maggio, proponendo ai cittadini notizie che la nostra stampa nazionale si rifiuta di trasmettere, secondo ordini dall’alto, e senza alcuna parvenza di dissenso.
Per tale motivo avremo a Belluno in questo mese di marzo un Convegno su questo argomento, aperto a tutti i medici, e allo stesso presidente dell’Ordine dei Medici, che potrà spiegare ai colleghi e alla popolazione il suo punto di vista sulla pandemia e sulla proposta dell’OMS. Sperando che precedenti improrogabili impegni per il pomeriggio di sabato 23 marzo non gli impediscano di partecipare. In tal caso però potrebbe essere sostituito da uno dei suoi consiglieri.
In questa occasione il dott. Alberto Donzelli, ben conosciuto anche al di fuori d’Italia per la sua instancabile attività nella CMSi, ha accettato di presenziare come relatore al Convegno.

Dr Filiberto Dal Molin

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