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Meccatronici: burocrazia pesante. I dati dell’Osservatorio Cna

Matteo Ribon – Segretario CNA Veneto

Aprire una attività nel settore meccatronico costa 20mila euro; richiede 86 adempimenti; devono essere contattati circa 30 enti per una media di 50 volte.
In Veneto attive 6.609 imprese nel settore meccatronico, per un totale di 26.884 addetti.

Ribon, Segretario CNA Veneto: «La burocrazia pesa troppo sia in termini di tempo che di costi: necessarie allineamento tra enti e istituzioni per una semplificazione del quadro normativo; una valorizzazione delle buone pratiche regionali; ed una banca dati comune.»

Antonello, Presidente CNA Carrozzieri Veneto: «Il nostro comparto è in evoluzione sotto la spinta verso la transizione ecologica. Abbiamo bisogno di azioni mirate per rendere l’imprenditoria del nostro settore più attrattiva per i giovani.»

Marghera, 14 febbraio 2024. La burocrazia con i suoi numerosi intrecci derivanti da normative tentacolari ha ingenerato numerose incertezze sia per le amministrazioni che per le imprese. È quanto si evince dall’Osservatorio Burocrazia di CNA nazionale.
Molto spesso si tratta di sovrapposizione di competenze; in altri casi – si legge – “l’intreccio di competenze è tale da non permettere di individuare una materia prevalente sulle altre, per cui è fondamentale applicare il principio di leale collaborazione, che deve permeare di sé i rapporti tra lo Stato e il sistema delle autonomie.”

Diversi i settori indagati dall’Osservatorio tra i quali il Meccatronico che tramite la Legge 224/2012 accorpa i mestieri di Autoriparatore, Elettrauto, Carrozziere e Gommista. La panoramica restituita dall’Osservatorio rivela una mancanza di indirizzo uniforme della prassi di variazione delle diverse categorie artigianali. Spesso la variazione viene intesa come nuova apertura richiedendo una mole di adempimenti che gravano sia in termini di tempo impiegato che di costi sugli artigiani e creano disorientamento economico e scoraggiano l’aspirazione – per i giovani in particolare – di avviare questa nuova attività.
Secondo le stime, attualmente per aprire una nuova attività nel settore Meccatronico sono necessari circa 86 adempimenti; devono essere contattati 30 enti per una stima di circa 50 volte. Il tutto viene costare circa 20mila euro. Il Veneto si posiziona tra le regioni per le quali questo tipo di operazioni burocratiche richiede circa 15 adempimenti, ma certamente si può fare meglio.

In Veneto secondo i dati del Focus sull’Automotive dell’Osservatorio Economia e Territorio di CNA Veneto sono 6.609 imprese attive per un totale di 26.884 gli addetti del settore suddivisi in 11.666 nelle officine meccaniche; 5.768 nelle carrozzerie; 984 negli elettrauto; 1.602 gommisti.

«Il settore Meccatronico – commenta il Segretario CNA Veneto Matteo Ribon – così come molti altri mestieri artigiani, ha necessità di semplificare gli aspetti burocratici che incidono ancora troppo sia in termini di tempo necessario per svolgere gli adempimenti, che in termini di costi sull’imprenditore che desideri aprire una attività o regolamentare una variazione. Auspichiamo un allineamento tra enti preposti e istituzioni per fare in modo che le documentazioni necessarie siano le medesime in ogni comune. Ciò presuppone una semplificazione del quadro normativo delle leggi dell’artigianato che non si può più rimandare, una valorizzazione delle buone pratiche regionali ed una banca dati comune, aggiornata e facilmente consultabile. È quindi necessario un potenziamento delle forme di raccordo interistituzionale, che siano effettivamente in grado di valorizzare l’autonomia territoriale.»

«Il nostro comparto è in evoluzione sotto la spinta verso la transizione ecologica che richiederà importanti cambiamenti per tutto l’automotive – spiega Mirko Antonello, Presidente CNA Carrozzieri Veneto-. Come settore abbiamo investito in formazione ed in adeguamento dei macchinari per rendere questo mestiere attrattivo, ma la burocrazia è ancora troppo impattante e va semplificata così da facilitare gli accessi e rendere più semplice, economico ed attrattivo questo settore per l’imprenditoria giovanile. Per questo abbiamo però bisogno di azioni mirate di sostegno da parte delle istituzioni.»

 

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