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giovedì, Febbraio 29, 2024
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Giornata del ricordo. Il discorso del vicesindaco di Belluno Paolo Gamba

Paolo Gamba, vicesindaco di Belluno e assessore al Bilancio

Sono passati vent’anni da quando il Parlamento istituì il Giorno del Ricordo per coltivare la memoria e omaggiare la tragedia di tutti gli italiani di Istria, Dalmazia e Venezia Giulia uccisi sotto l’occupazione dei comunisti jugoslavi nella drammatica fase storica legata alla Seconda Guerra Mondiale e ai fatti ad essa successivi. E’ una vittoria della libertà contro l’oscurantismo, questa. La libertà di conoscere, di sapere, di poter ricordare.
Noi qui oggi, penso di interpretare il sentire comune con queste mie parole, ci poniamo contro la dittatura, contro ogni dittatura che, in quanto tale, mina i fondamenti della democrazia e quei diritti sacri sanciti dalla Costituzione falsando la storia e imponendo un’unica verità, quella dello Stato.
La domanda che mi sono posto nei giorni scorsi è: cosa ne è della storia senza l’uomo che la ricorda? Una tragedia del passato, senza la memoria che ne tiene vivo il ricordo, cessa di essere una tragedia?
“È avvenuto, quindi può accadere di nuovo: questo è il nocciolo di quanto abbiamo da dire” scrisse Primo Levi e in questa citazione, io credo, c’è la risposta alla mia domanda.
La storia senza la memoria cessa di essere una linea retta e rischia di assumere la forma di una spirale che si ripete, involve su se stessa perché non ha conoscenza del prima e perciò delle sue conseguenze.

La memoria ci ricorda i pilastri della nostra Costituzione, è insieme ad essa il baluardo contro l’involversi della storia e l’antidoto ad un ripetersi isterico e ignorante, ignorante inteso come l’ignorare, il non essere a conoscenza di qualcosa, di accadimenti brutali ed efferati.
Cosa ci insegna, allora, questo triste capitolo di storia? Che ogni estremismo esasperato fondato sulla repressione di minoranze e della diversità, sulle pretese di superiorità e sulla volontà di uniformità, è una violazione dei sacri diritti dell’uomo, ne umilia la dignità e produce una spirale di violenza.
Che l’unica strada per la convivenza e la pace sono l’accoglienza della diversità come ricchezza, il rispetto del diritto internazionale e della democrazia.

Giornate come questa ci ricordano quanto grande sia la capacità dell’uomo di generare orrore ma, allo stesso tempo, che l’uomo ha la possibilità in ogni momento di emanciparsi dalla violenza, di abbandonare questa capacità e di rigenerarsi ricreando una storia nuova, fatta di giustizia e bellezza.

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