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martedì, Aprile 16, 2024
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I dati delle fucilazioni

Il 31 gennaio alle 18 si è conclusa la stagione venatoria e il mio pensiero è andato a tutti gli animali che non ce l’ hanno fatta, alle femmine, ai piccoli strappati durante l’ allattamento, a quelli feriti e mi chiedo se depennati. Ecco i numeri delle fucilazioni autorizzate dalla provincia di Belluno durante la stagione di caccia appena trascorsa, sono migliaia. Il conteggio è riferito anche a femmine e piccoli: capriolo 1814, cervo 3467, camoscio 844, muflone 421, daino 99 ( a ottobre ho inoltrato una segnalazione all’ Ispra perché nel sito non sono riportati i censimenti dei daini ma gli abbattimenti, sì), lepri 1286. Aggiungete inoltre le beccacce, i fagiani, e tutti gli altri volatili. Non stupitevi se poi, per rimediare all’ irrimediabile, sulla stampa leggeremo che i cacciatori eletti a sentinelle della natura puliscono boschi e sentieri. I numeri delle fucilazioni sono inspiegabilmente sempre più elevati nonostante la presenza del lupo, i cambiamenti climatici e il numero di cacciatori in calo. Diciamo che con oltre 6000 ungulati abbattuti i circa 2800 cacciatori bellunesi non se ne tornano certamente a casa a mani vuote!!

Non è finita, da febbraio inizieranno con i cinghiali notoriamente inserti in molte zone per evitare le trasferte in Croazia e Toscana. Animale braccato giorno e notte con la scusa del ‘controllo’ ma nelle postazioni non troverete carta e penna bensì fucili. Dulcis in fundo c’è una proposta di legge per prolungare la stagione di caccia anche a febbraio e anche nei giorni di silenzio venatorio ( martedì e venerdì). Quando si sparava per fame c’era più rispetto ora non c’è limite all’ ingordigia di sangue!

Tamara Panciera – Borgo Valbelluna

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