Proseguo il mio intervento dello scorso 2 dicembre (“Spopolamento”). E’ di questi giorni la pubblicazione di dati inquietanti da parte di Cciaa Tv-Bl ed Istat relativi al periodo 2017/23 elaborati dalla Provincia. Dati che purtroppo riconfermano, in peggio, quanto registrato negli anni precedenti.
Un’emorragia continua di farmacie, banche, alimentari, negozi, sportelli postali, ecc. Ripeto come un mantra la parola AUTONOMIA, quasi uomo che grida nel deserto. Ma sono confermato, e confortato, in questa opinione da autorevoli interventi presentati lo scorso 11 gennaio durante l’incontro “L’energia del territorio per il cittadino”, organizzato dal Consorzio Bim Piave presso la Cciaa. Tra tutti metto in risalto quelli dell’ing. Francesco De Bettin, Presidente DBA Group Spa e dell’avv. Bruno Barel, BM&A studio legale associato. De Bettin potrebbe, come spesso succede, essere considerato più realista del re, in quanto, giocando in casa, è solito presentare il nostro territorio come degno di Autonomia per obiettive risorse materiali naturali. Disponibilità che, assieme a valori culturali e territoriali, stanno a sostegno dell’idea autonomistica.
Ma è l’intervento dell’avv. Bruno Barel, trevisano, super partes, a scompaginare il silenzio che le Istituzioni, in buona compagnia con le Associazioni di categoria e di gran parte della Stampa locale, stendono su evidenti inadeguatezze del nostro territorio che non potranno venire alleviate dalla semplice attuazione di una prossima (?) Legge nazionale sulla Montagna. Egli ha elencato le risorse di cui siamo ricchi:
idroelettrico, che, nonostante l’attuale andamento siccitoso, consumiamo per il 50% donando alla pianura la restante metà;
biomassa, che potrebbe essere utilizzata per produrre riscaldamento civile ed elettricità ad uso di decine di migliaia di abitazioni; guardiamoci attorno: tutto il bosco ceduo che vediamo sarebbe un combustibile idoneo (ed inoltre renderemmo il territorio più pulito ed appetibile turisticamente);
legname da lavoro, che attualmente svendiamo vergognosamente ad Austriaci e Sloveni;
solare termico e fotovoltaico, che possono dare una buona produzione, data l’eccellente qualità dell’aria, priva di consistenti emissioni di co², a differenza del resto della Regione.
Riguardo quest’ultimo aspetto, aggiungo le lungimiranti considerazioni del Presidente di Ascom Belluno, Paolo Doglioni, che percepisce la scelta futura di molte famiglie ed aziende green ad insediarsi nei nostri luoghi. Attrattività ambientale quindi.
Queste risorse sono già pronte, con forte valore reale, riconosciuto anche ai fini della futura transizione ecologica. Saremo in grado di riconoscerlo ed appropriarcene?
https://www.youtube.com/watch?v=gbQqPnZht6U link per visionare il video dell’intero Convegno.
Tomaso Pettazzi
