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Un sentiero lungo l’Ardo che non è un sentiero e che non passa più lungo l’Ardo * intervento del Gruppo Insieme per Belluno Bene Comune

L’Ardo a Corontola

Tra le ultime novità preannunciate dall’amministrazione di Oscar De Pellegrin spicca il nuovo Sentiero lungo l’Ardo che dovrebbe collegare la città al Parco Nazionale Dolomiti
Bellunesei seguendo l’asta dell’Ardo.

Un progetto ambizioso, con un preventivo di un milione e 800mila euro, di cui 500mila già messi a disposizione dall’Ente Parco. Una cifra significativa, a fronte della quale il primo risultato appare non solo assolutamente riduttivo ma del tutto incomprensibile, in quanto il nuovo tracciato proposto praticamente si allontana dall’acqua abbandonando, ad esempio, il percorso finora realizzato nei decenni scorsi che da Borgo Prà raggiunge Fisterre per arrivare fino alla vecchia centralina elettrica.

Francesco Rasera Berna

Francesco Rasera Berna sottolinea che il percorso proposto non tocca in realtà – se non per brevi tratti – le sponde dell’Ardo ove dovrebbe insistere il parco fluviale previsto dal Pat.
Inoltre, pur passando appena sotto l’area del Bosco delle Castagne, ove insistono altri sentieri da tempo praticati e noti, neppure risolve le problematiche per essi insorte a causa dell’attraversamento di fondi privati. “Se proprio si voleva abbandonare l’asta dell’Ardo, si poteva almeno pensare ad un percorso davvero integrato con quanto esistente”.

 

 

Alberto Simiele, già assessore

Come puntualizza Alberto Simiele, già assessore all’ambiente nella precedente amministrazione, “più che sentiero dell’Ardo quello proposto è un collegamento tra la città e l’entrata del Parco, che cerca di evitare tratti di rotabili non in sicurezza, ma che non fa apprezzare la valenza naturalistica e paesaggistica dell’asta dell’Ardo. Basta pensare a eccellenze come l’ex mulino di Corontola, la forra a valle di questo, l’ex centrale elettrica dell’Ardo. Per valorizzare questi siti si dovrebbe realizzare un percorso per alcuni tratti su passerelle sopraelevate (vedere come modello El Caminito del Rey in Andalusia). Certo un itinerario così richiede idee progettuali diverse, innovative e risorse economiche adeguate, per quanto il costo preventivato di 1 milione e 800000 euro sembra sproporzionato per la proposta attuale, che usufruisce in maggior parte di strade o sentieri esistenti.”

 

Massimo De Pellegrin, capogruppo lista civica “Insieme per Belluno”

Attento al territorio frazionale coinvolto, Massimo De Pellegrin aggiunge che “Non ha
senso creare nuovi sentieri, visto che l’ardo è stato di fatto abbandonato, è doveroso
semmai passare per il Bosco delle Castagne. Altresì, se invece di abbandonare la strada
che porta a Vezzano per svoltare a destra in proprietà private, si continuasse a fianco di
essa, naturalmente su proprietà privata, sotto la Riva di Tugna c’è una stradina che svolta
a sinistra, attraversa la Vezzano vecchia per congiungersi con il tracciato proposto dalla
giunta. Così si unirebbe l’utile (gli abitanti di Bolzano e zone limitrofe userebbero il
tracciato per andare a Mussoi e a Belluno) al dilettevole (in quanto lo potrebbe usare chi
scende dall’Alta Via n. 1)”.

Lucia Olivotto

Tagliente la conclusione di Lucia Olivotto, capogruppo di IPBBC in Consiglio Comunale:
“nella delibera si parla di un progetto di 1.800.000 euro ma di ciò non vi è traccia né nel bilancio previsionale, né nel piano investimenti, né nel piano delle opere pubbliche. Non si comprende quindi quale sia il progetto complessivo e come questo possa essere finanziato, dal momento che mancano all’appello ben 1.300.000 euro e non pare vi siano risorse proprie del Comune disponibili per questa finalità”.​

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