
Si è conclusa ieri la trattativa fra i sindacati e i rappresentanti di ASCA per il passaggio del
personale della Casa di Soggiorno di Taibon ad ASCA, che da sabato scorso ha l’incarico ufficiale da parte dei sindaci a farsi carico del servizio della struttura di Taibon.
Al tavolo hanno partecipato Andrea Fiocco e Lara Andrich per la Fp-CGIL, Ettore Zingales e Mario De Boni per la CISL-Fp, Simone Centa per la Fisascat-CISL e Giuseppina Sorrentino per la UIL-Fpl. Per ASCA erano presenti l’Amministratore Unico Maria Chiara Santin e il Direttore Paolo Santesso.
Erano inoltre presenti, come rappresentanti della politica, il Presidente dell’Unione Montana
Agordina Paolo Frena e la Presidente dell’Assemblea dei Sindaci Silvia Tormen.
La discussione è stata compressa in una decina di giorni a causa dei tempi brevissimi concessi dalle circostanze. Il licenziamento di tutto il personale, avvenuto a fine anno, con ultimo giorno di lavoro per tutti il 31 gennaio, ha reso tutto più complicato. Dopo un primo incontro, con sindacati e personale del 5 gennaio, Organizzazioni Sindacali e Dirigenza si sono incontrate presso la sede dell’UMA.
Si è da subito respirata la volontà di trovare in tempi brevi un terreno comune su cui far confluire l’idea di fondo di garantire tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori in questo passaggio che avviene al termine di un biennio molto complesso per loro, vissuto con molto stress emotivo, vista l’incertezza venutasi a creare. L’altro aspetto importantissimo è stata la necessità di garantire la continuità del servizio, consapevoli che il 1° febbraio era necessario che tutti i dipendenti fossero in servizio per fornire la loro assistenza agli anziani ospiti della struttura.
Pur avendo manifestato i propri legittimi interessi, le 2 parti sono giunte ad un accordo che ha alcuni pregi, e che, come Organizzazioni Sindacali, siamo contenti di aver conseguito:
1. Garanzia del posto di lavoro. Sembra banale, ma uno degli aspetti più difficili da perseguire nei cambi di gestione è spesso questo, ovvero assicurare l’occupazione a tutti. Il passaggio del personale avverrà in 2 fasi: il 1° febbraio verrà assunto tutto il personale con mansioni “socio sanitarie” (infermieri, OSS e educatori) a tempo indeterminato; il resto del personale (animatore, personale della cucina, manutentore, portinaia, personale addetto alle pulizie e ausiliari), assunti il 1° febbraio con 3 mesi di contratto a tempo determinato e poi assunti a tempo indeterminato il 1° maggio, con un tavolo sindacale che si riaprirà a inizio aprile per definire la riorganizzazione, in base alle esigenze organizzative di ASCA. Su questi passaggi, vigilano le garanzie derivanti dal contratto applicato ad entrambe le aziende (CCNL Uneba) e una clausola sociale che è stata inserita a rafforzare l’impianto. Vero è che, come sempre dichiarato dai rappresentanti di Asca, ci sarà bisogno di tutte queste persone per erogare un servizio così importante.
2. Garanzia del livello economico. Al personale, oltre ovviamente al minimo tabellare
previsto dal CCNL applicato, verranno garantiti tutti gli elementi economici derivanti da
accordi sottoscritti negli anni, come ad esempio il cosiddetto “zainetto” per tutti, un
accordo sottoscritto 20 anni fa per incentivare le assunzioni di infermieri e cuochi (anche allora difficili da reperire), più altri elementi della busta paga, tutti rilevati in questi giorni in collaborazione con l’ufficio personale. Vengono salvaguardati anche gli scatti di anzianità.
In sostanza, la busta paga di oggi non sarà inferiore alla busta paga di domani. Dopodiché,
entro giugno, verrà avviato un ulteriore tavolo di confronto per studiare forme di
incentivazione, e ridiscutere alcune poste economiche di singoli che hanno funzioni
particolari (esempio, i coordinatori OSS).
Come Organizzazioni sindacali siamo soddisfatti del lavoro svolto, perché i tempi molto stretti rendevano tutto più complicato. Invece, il punto di caduta della discussione è stato un accordo di garanzia che deve tranquillizzare tutti. Da un lato l’Azienda, che ha bisogno della professionalità di tutte quelle persone, dall’altro i lavoratori, che ci chiedevano la garanzia di continuare a lavorare con la stessa serenità con cui hanno lavorato negli anni precedenti.
In una assemblea svolta con il personale, in cui i lavoratori hanno manifestato ancora alcuni loro dubbi legittimi, abbiamo cercato di rafforzare l’idea che quello che stanno vivendo è un cambio di gestione, che per quanto complesso, deve essere visto come una fase della vita organizzativa della struttura, ma che da domani si riprende a dare servizio con la stessa competenza ed entusiasmo di ieri, nei confronti di quegli anziani, per i quali tutti i lavoratori hanno sempre espresso un grande affetto.
Certo, i dubbi e le ansie ci vorrà tempo perché vengano fugati completamente. E su questo
abbiamo lasciato intendere ai lavoratori che seguiremo tutta la fase: prova ne sono i due tavoli di confronto che avremo ad aprile e a giugno.
Come annunciato da ASCA, la previsione a breve termine è quella di convertire la Casa di
Soggiorno da struttura per autosufficienti a struttura che accoglie sia autosufficienti che non autosufficienti, con un rapporto iniziale di 70 a 20 fra le 2 tipologie di utenza. Questo di fatto renderà necessaria una riorganizzazione, soprattutto in previsione di un aumento della
disponibilità di posti, considerata anche il grande fabbisogno che abbiamo in Agordino e in
provincia. E in quest’ottica potrebbe aumentare anche il fabbisogno di personale, visto che i calcoli sulla base degli standard regionali rendono il personale in servizio attualmente (infermieri, OSS e educatori) appena sufficienti a erogare il servizio previsto.
Per la Fp-CGIL Andrea Fiocco e Lara Andrich
Per la CISL-Fp Ettore Zingales e Mario De Boni
Per la Fisascat-CISL Simone Centa
Per la UIL-Fpl Giuseppina Sorrentino
