13.9 C
Belluno
sabato, Marzo 2, 2024
HomeLettere OpinioniEcofollie e Antropocene

Ecofollie e Antropocene

Ieri sera a Belluno, in uno degli incontri periodici dell’Associazione Liberal, perfettamente organizzati da Rosalba Schenal, condotto da Raffaele Addamiano, sono stati portati molti ed interessanti esempi di follie, promosse e agitate nel mondo intero sullo sfondo delle problematiche ambientali.
Ne hanno parlato Stefano Bruno Galli e Francesco Giubilei.

Nel commentare l’incontro sulle “ecofollie” mi sembra opportuno ricordare le parole di Jacques Monod nel 1970 “..tutti questi sistemi radicati nell’animismo si pongono al di fuori della conoscenza oggettiva, al di fuori della verità, estranei e in definitiva ostili alla scienza che vogliono utilizzare ma non rispettare e servire. La frattura è così profonda, la menzogna tanto evidente, da tormentare e straziare la coscienza di chiunque sia provvisto di un po’ di cultura, dotato di un po’ di intelligenza e posseduto da quell’ansia morale che è fonte di ogni creazione. Vale a dire di tutti coloro, fra gli uomini, che sono e saranno responsabili della società e della cultura nella loro evoluzione. Il male dell’anima moderna è questa menzogna che alligna alla radice dell’essere morale e sociale. È questo male, più o meno confusamente diagnosticato, che provoca il senso di timore, se non di odio, comunque di alienazione, che tanti uomini contemporanei provano nei confronti della cultura scientifica».

Dobbiamo ammettere che, a distanza di 53 anni, nulla è cambiato: la Scienza esiste ed è molto vitale, sfruttata, comprata e ogni giorno essenziale per tutti noi. Ma la Politica nelle sue manifestazioni sociali, culturali e ambientali non ne vuole tenere conto, la ignora battendo strade talora originali o incongrue, ridicole o parziali, assurde o folli. La Politica è estremamente impegnata solo nello “Sviluppo” (che considera potenzialmente senza fine) molto meno nel “Progresso” che avrebbe invece un peso sociale e civile molto più consistente e giusto.
Secondo una convenzione ormai approvata dalla Scienza il nostro mondo dal 1945 non è più nell’Olocene, iniziato circa 11.000 anni fa, ma siamo nell’Antropocene in cui l’uomo influenza in modo determinante la natura e le sue manifestazioni. Solo che lo fa nel modo peggiore, almeno negli ultimi 120 anni, sfruttando senza alcun limite le riserve del nostro ambiente come se fossero infinite.

Di qui la crisi ambientale, di qui la necessità di porvi rimedio, di qui i mille diversi orientamenti più o meno motivati, più o meno folli che i Governi, e la Politica in senso lato, adottano senza ascoltare la voce della Scienza.
Sono intervenuto per ricordare che esiste nel mondo il Gruppo Intergovernativo sul Cambiamento Climatico (IPCC) che conta sul lavoro praticamente gratuito di circa 1400 scienziati occupati a vagliare e classificare tutta la produzione scientifica mondiale sul tema ambiente, appartenenti a circa 200 Paesi, giovandosi di un budget annuo insignificante (circa 6.000.000, diconsi sei milioni di $)
IPCC ha prodotto il suo 6° report dalla fondazione nel 1988, nel quale il terzo capitolo tratta esclusivamente della “mitigazione” e cioè delle metodologie che si devono adottare per ridurre gli effetti nefasti dell’antropocene.
Non mi risulta che la Politica del mondo ne tenga conto anche perché su questo tema seguita a confrontarsi da sempre con gli ecologisti più pasticcioni e ignoranti.
Dopo la conferenza sulle Eco follie propongo a Rosalba Schenal e a Raffaele Addamiano di invitare sullo stesso argomento Roberto Battiston, trentino, fisico italiano, già presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana, che ha scritto recentemente un bellissimo libro “L’alfabeto della Natura”. In quella occasione, se dovesse felicemente realizzarsi, non so se a Raffaele basterà una votazione in trentesimi per valutare il livello del relatore.
Avverto la necessità di una tale proposta perché dopo la mia breve precisazione alla fine della conferenza i relatori mi hanno guardato in silenzio e hanno dato la parola ad un altro.

Filiberto Dal Molin

- Advertisment -

Popolari