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“Nuove frazioni” a Belluno: la carne battezzata pesce

Gruppo Insieme per Belluno
Gruppo Insieme per Belluno Bene Comune

A seguito della presentazione del cosiddetto regolamento delle frazioni, il Gruppo consiliare Insieme per Belluno Bene comune ha presentato una interrogazione a firma del consigliere Francesco Rasera Berna, per sapere se con l’istituzione delle ”nuove” frazioni, contemplata dalla recente modifica dello Statuto comunale, se seguisse o meno la procedura prevista dalla legge 1228 del 1954, legge tuttora vigente e unica ad occuparsi di istituzione delle frazioni comunali, permettendone il riconoscimento come entità giuridica.

Rispondendo all’interrogazione – fa sapere il Gruppo Insieme per Belluno Bene Comune – che poneva una domanda assai precisa, il sindaco, peraltro dilungandosi in premesse del tutto superflue, affermava che non si intende applicare la legge 1228 perché la delimitazione delle frazioni è finalizzata alla sola partecipazione attiva della popolazione, senza voler modificare la toponomastica.
A parte le forme in cui si esplica la partecipazione attiva (su cui si avrà modo di intervenire per verificare se e come effettivamente essa si sviluppi) è apparso dunque evidente che:

  1. le frazioni istituite dalla Giunta comunale nel 1953 rimangono nella toponomastica ma non vengono riconosciute dal Consiglio Comunale come da Statuto;

2. le “nuove frazioni” non sono in realtà giuridicamente frazioni ma solo una sorta di circoscrizione territoriale ai fini di applicare forme di partecipazione attiva della popolazione. Esisteranno quindi due tipi di frazione nel Comune di Belluno, nessuna delle quali istituita ai sensi della legge del 1954.

Peraltro non era neppure necessario modificare lo Statuto per avere forme di rappresentanza di aree territoriali, già infatti previste da Statuto e regolamenti.
Chiamare frazioni le nuove 26 aree individuate dal regolamento in discussione, fra cui la frazione centro (!), sembra quindi ripetere nella sostanza la storiella dell’abate francese che per mangiare carne il venerdì la battezzava in pesce.

Così questa giunta – conclude la nota di Insieme per Belluno Bene Comune –  dopo aver perso un anno e mezzo perché a tutti i costi voleva i “capifrazione”, ovvero una nuova delega che è ovviamente cosa diversa dalla cittadinanza attiva, battezza in frazioni aree che giuridicamente non lo sono e non lo diventano, con buona pace di chi riteneva che diventando frazione si acquisissero diritti e servizi.

Un nuovo gioco di parole che disvela il dissolversi nella sostanza delle promesse elettorali.

 

- Advertisement - Roberto Denart
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