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Intimazioni e intimidazioni * di Filiberto Dal Molin

Filiberto Dal Molin – medico chirurgo specializzato in Radiologia, direttore sanitario della Salus, Istituto radiologico e fisiokinesiterapico con sede a Belluno.

Due documenti che riguardano gli Ordini dei Medici d’Italia ci consentono di comprendere che cosa è accaduto nel nostro Paese in tema di obbligo vaccinale.

Il primo è una lettera di 51 avvocati dei fori d’Italia del 27 gennaio 2022 indirizzata alla FNOMCeO di Roma, a tutti gli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri territoriali, alle Procure di Milano e di Roma e al Prosecutor Mr Karim Khan della International Criminal Court nei Paesi Bassi.

L’oggetto della lettera è il seguente:
“Somministrazione, da parte di alcuni dei Vs. Iscritti, del siero genico sperimentale c.d. “vaccino” anti SARS-CoV-2, assenza di consenso libero ed informato – Codice di Norimberga del 1947/Dichiarazione di Helsinki – Convenzione sui diritti dell’uomo e sulla biomedicina di Oviedo del 4 aprile 1997 – Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea proclamata a Nizza il 7 dicembre 2000 – Intimazione ad interrompere senza indugio l’inoculazione del siero”.

La formale INTIMAZIONE indirizzata alla FNOMCeO e ai singoli Ordini dava “indicazioni stringenti e vincolanti” affinché ciascuno, negli ambiti di rispettiva competenza, entro e non oltre 10 gg, provvedesse al rispetto delle leggi e delle Convenzioni Internazionali, nell’interesse degli “inoculandi” e degli stessi operatori.

Seguivano 5 Indicazioni Specifiche e un Esposto alle Procure.

Gli Ordini dei Medici non trasmettono la lettera ai loro iscritti

Il 23 febbraio 2022 il presidente degli Ordini, dott. Filippo Anelli, indirizza ai presidenti di tutti gli Ordini dei Medici d’Italia una lettera nella quale l’oggetto è il seguente:
Intimidazioni/ diffide – note a firma dell’avv. Pier Luigi Fettolini e dell’Associazione Contiamoci”
Nella lettera il dott. Anelli sottolinea la “evidente infondatezza, incongruenza e inconsistenza delle argomentazioni addotte”. Inoltre ribadisce che “gli Ordini non dovranno tenere in alcuna considerazione le diffide pervenute, volte esclusivamente a creare un clima di diffuso disagio alle quali, pertanto, deve essere attribuito un proporzionato rilievo”

Ho inviato al presidente Anelli una pec chiedendo di spiegarmi perché avesse scritto la Sua lettera 27 giorni dopo la lettera dei 51 avvocati e perché avesse mentito sull’oggetto citando il solo avvocato Fettolini, e non i suoi 50 colleghi, e una Associazione che non era stata nominata nella lettera originale.

Il presidente Anelli non mi ha risposto.
Dott. Filiberto Dal Molin

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