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Progetto 100 facciate. Completato il restauro delle Poste centrali di Belluno

Belluno, 11 gennaio 2023 – “Cento facciate”, l’iniziativa di Poste Italiane pensata per favorire il recupero e restauro delle facciate esterne di 100 edifici di proprietà di Poste Italiane in tutta Italia, ha consentito il pieno recupero delle superfici esterne dell’edificio di piazza Castello, dal 1936 sede delle Poste centrali e della direzione dei 104 uffici postali della provincia di Belluno.

Alla presentazione dei lavori di restauro hanno preso parte il sindaco di Belluno Oscar De Pellegrin, il presidente della Provincia Roberto Padrin e, per Poste Italiane, il responsabile dell’Area Nord Est Giulio Iandiorio, il direttore degli uffici postali bellunesi Dino Massimiliano Conte, il responsabile Relazioni istituzionali Nord-Est Matteo Magnaghi e l’architetto Donatella Berardone, che ha supervisionato il progetto. Sono stati presenti anche il direttore dei Lavori Giovanni Bez, la restauratrice architetto Giulia Ometto e la Project Manager architetto Daniela Della Ragione.

L’intervento di restauro ha interessato gli intonaci del palazzo e tutti gli elementi in pietra, metallo, legno, le scalinate di accesso, gli infissi. È stato installato ed è già attivo, per la prima volta nella storia del palazzo, un impianto di illuminazione notturne, che valorizza ulteriormente le geometrie e gli elementi decorativi. La ristrutturazione sta continuando con la sostituzione delle vecchie caldaie con nuovi e più efficienti generatori di calore modulari a condensazione, che permetteranno di ridurre il consumo di gas e di contenere l’impatto ambientale. È prevista poi la rimozione dei due serbatoi di gasolio interrati nel piazzale e non più utilizzati, il rifacimento del piazzale interno ed altri interventi di manutenzione.

Dal 1936 in piazza Castello. Il 4 novembre 1936 veniva inaugurato a Belluno il palazzo delle Poste. 86 anni dopo Poste Italiane valorizza uno degli edifici più significativi della città.

Per i corridoi e le stanze dell’ufficio postale “Belluno Castello” e della Direzione Provinciale delle Poste e Telegrafi (oggi direzione della Filiale di Belluno) si sono succedute infatti generazioni di impiegate e portalettere il cui lavoro, dal 1936 ad oggi, è garanzia dei servizi essenziali di comunicazione, pagamento, risparmio. Inaugurato nel 1936, l’edificio di Poste Italiane” venne definito all’epoca “grandioso”, enfatizzando così il progetto realizzato dall’architetto bellunese Alberto Alpago Novello, con la collaborazione di Ottavio Cabiati.

Una pulizia formale all’esterno che viene “smentita” una volta entrati nel palazzo, dove il visitatore viene accolto da un’esplosione cromatica priva di condizionamenti neoclassici, grazie ai marmi e agli smalti degli interni e degli arredi. Il palazzo sorge in Piazza Duomo, è costruito in stile Novecento e ha sostituito l’edificio delle carceri e alcune abitazioni private preesistenti. Ha tre piani e una pianta regolare e squadrata. Centro del palazzo è la sala per il pubblico a copertura piana, con atrio antistante dal quale si accede a tutti i locali per i servizi ai clienti e alle scale. L’entrata principale è riconoscibile per due archi a tutto sesto alti circa 10 metri.

Il basamento e le facciate sono incorniciati da lastre in calcare di Castellavazzo e intonacate bianche, mentre l’atrio, la sala per il pubblico, gli archi e le pavimentazioni sono in marmo di vari colori: un’esplosione cromatica, anche negli arredi, senza condizionamenti neoclassici, a contrasto con le linee pacate e sobrie dell’esterno di matrice Novecentista.

I tavoli erano dotati di un’ossatura di ferro e di un’imbottitura di forati per i sostegni e rivestiti in Verde Issoire lucidato. I calamai, disegnati da Alpago Novello, realizzati in marmo nero con il serbatoio della penna profilato in smalto rosso. Gli sgabelli con cuscino in cuoio rosso hanno il supporto in patinato verde. Portacarte e portaombrelli sono in bronzo. I lampadari cilindrici, di grande pregio, sono in vetro di Murano con fasce in ottone, secondo lo stile in voga in quel periodo. Era previsto anche un impianto di inoltro automatico della posta tramite nastro trasportatore, che dalle due buche esterne d’impostazione arrivava fino alla sala dei portalettere: il primo impianto di questo tipo nel nordest.

Sempre molto stretto il rapporto tra l’architettura e le altre arti, considerati anche gli stanziamenti ad hoc inseriti nei capitolati. Per il palazzo di Belluno ci si affida agli stucchi interni di Napoleone Martinuzzi, ai mosaici e alle due sculture di Salvatore Saponaro, posizionate sulla facciata esterna del corpo, eseguite in pietra bianca di Pinè e raffiguranti l’Allegoria della Posta.

 

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