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mercoledì, Febbraio 28, 2024
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Togliere la parola incuria dalla legge sulla Giornata nazionale vittime disastri ambientali. Padrin: “E’ un termine debole e fuorviante”

Roberto Padrin – Presidente della Provincia e sindaco di Longarone

«Il 60° del Vajont è investito di un compito ambizioso, ma fondamentale per l’intero Paese: quello di trasformare il ricordo delle vittime in monito per il presente e per il futuro».

È quanto afferma il sindaco di Longarone, Roberto Padrin, all’indomani della proposta del senatore friulano Dreosto di togliere il termine “incuria” dalla legge 101/2011, che istituisce la “Giornata nazionale in ricordo delle vittime dei disastri ambientali e industriali causati dall’incuria dell’uomo”, celebrata il 9 ottobre di ogni anno.

«Una Giornata che negli anni non è riuscita a fare breccia nell’opinione pubblica, come altre Giornate nazionali» sottolinea il sindaco Padrin. «Sono d’accordo con la proposta di togliere la parola “incuria”, perché è un termine debole e fuorviante, soprattutto a distanza di anni da tragedie che sono state analizzate con lucidità e freddezza, e sono in maniera conclamata e dimostrata effetto di altri fattori, non certo dell’incuria. Il peso delle parole è importante, specialmente nella percezione che le persone hanno dei termini. Spero davvero che l’anno del 60° del Vajont, che è stato il più grande di una serie di tragedie nazionali, possa diventare l’occasione non solo per il ricordo, ma per dare concretezza a una Giornata nazionale che è chiamata a costituire un momento di riflessione collettiva sui disastri provocati dall’uomo, come elemento su cui costruire un futuro diverso».

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