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lunedì, Febbraio 6, 2023
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Imposta di soggiorno: da Mussolini alla Meloni * di Enzo De Biasi

Ieri il Parlamento ha approvato la legge di Bilancio che dà facoltà ai Comuni con un numero di turisti pari ad oltre 20 volte le presenze di poter incrementare fino a 10 € per persona e per notte il pernottamento nella città di Venezia.

MOVIMENTO TURISTICO A VENEZIA  (Fonte Regione del Veneto)

FOCUS SULL’INTERO COMUNE

ARRIVI

Anno 2021

Selezionare nella tabella o nel grafico la tipologia di struttura

  Arrivi var % (°)
 Alberghieri 1.323.704 49,4
 Extralberghieri 797.190 76,6
 Totale 2.120.894 58,6

(°) Rispetto all’anno precedente

 

PRESENZE

Anno 2021

 

  Presenze var % (°)
 Alberghieri 3.172.209 60,7
 Extralberghieri 2.555.678 61,5
 Totale 5.727.887 61,0

(°) Rispetto all’anno precedente

ARRIVI Comune di  Venezia  (fonte Regione del Veneto)

Anno 2021

Selezionare nella tabella o nel grafico la tipologia di struttura

  Arrivi var % (°)
 Alberghieri 1.323.704 49,4
 Extralberghieri 797.190 76,6
 Totale 2.120.894 58,6

(°) Rispetto all’anno precedente

PRESENZE

Anno 2021

 

Selezionare nella tabella o nel grafico la tipologia di struttura

  Presenze var % (°)
 Alberghieri 3.172.209 60,7
 Extralberghieri 2.555.678 61,5

 

A tarda notte e come succede nelle migliori trattative tra le parti, è stata varata la legge finanziaria che sarà sottoposta, per dovere costituzionale al Senato della Repubblica, la prossima settimana. Tra le norme bizzarre di un esecutivo la cui compagine si era esplicitamente e più volte dichiarata contro l’aumento delle tasse, si annota l’introduzione di un possibile aumento dell’imposta di soggiorno per quei capoluoghi di provincia che superano di ben 20 volte il numero di presenze registrate mediamente nel triennio precedente nei rispettivi territori.

La pensata è stata proposta dal PD, partito di solito dormiente ma stavolta risvegliatosi; anche se il primato nell’averla introdotta spetta, ad onor del vero, a Benito Mussolini. Il regolamento del Regio decreto-legge n. 765 del 15 aprile 1926 recava infatti, disposizioni utili per sviluppare il turismo del nostro Bel Paese. Giusto annotare che trascorsi quasi cento anni, nulla è cambiato; davvero buffo.   A dir il vero, la tassa di soggiorno per 3 anni venne abolita, ciò accadde nel 1990, in occasioni dei Mondiali di Calcio a seguito di una richiesta di aiuto proveniente dal Governo verso gli imprenditori rappresentati a Milano unitariamente da Giovanni Colombo. Ma poiché da noi tutto dura poco, specie le decisioni del Governo in carica, venne re-introdotta poiché le promesse fatte dalla componente pubblica in termini di maggiori trasferimenti di risorse alle realtà locali non erano state mantenute. Cose che capitano, come dice chi è uomo di mondo.

Venendo all’argomento nello specifico, un emendamento del PD sul punto è stato accettato, cosi che una volta accertato la somma nel triennio precedente delle due componenti in Venezia (alberghiero ed extra-alberghiero) che  è pari a 5.727.887 base di confronto per verificare se sono sopra o sotto il fatidico “20 volte”, risultando positivo il dato mediamente si andrà al raddoppio. I primi a gioire saranno soprattutto gli albergatori del Centro Storico, i più generosi verso lo Stato contribuendo con un loro gettito più consistente e generoso rispetto all’attuale, mentre quelli della terraferma avranno aliquote più modeste. In ogni caso tutti applaudiranno i loro rappresentanti nazionali, regionali e locali, perché il limite massimo è di 10 € per persona per notte. Gli applausi più calorosi andranno – senza dubbio- agli esponenti governativi e alla maggioranza che li sostiene, mentre la sinistra -more solito – ha avuto 30 anni di governo cittadino e 10 per quello nazionale, ma si sa Venezia è un piccolo paese lungo la costa adriatica.  Chissà diventerà (o lo è già?) il prossimo Gardaland gestito   in termini di efficacia ed efficienza mai viste prima? Basta attendere.

Tornando al tema, soprattutto a Mestre e Marghera andrà avanti l’edificazione alberghiera, in parte già realizzata, ora si tratta di dare una spinta alla percentuale di occupazione dei posti letto. I turisti che saranno (sono) ospiti di questi nuovi alberghi con mezz’ora di mezzo pubblico arriveranno (arrivano) nella città lagunare e potranno (possono) gustarsi in dieci ore tutto il centro storico, poi verso sera torneranno ai loro domicili temporanei.

Inoltre, per rendere più appetibile la destinazione Venezia sullo scenario nazionale ed internazionale, Il settore dei voli aerei continua ad essere al centro dell’attenzione, non solo per i rincari dei voli. Ogni volta che si compra un biglietto aereo, compreso nel prezzo c’è anche la tassa d’imbarco, come viene chiamata comunemente l’addizionale comunale sui diritti d’imbarco. Si tratta di un balzello che conoscono in pochi, pagato dai passeggeri italiani e che l’aeroporto di partenza del volo deve poi destinare alle casse dello Stato.

Nel 2023 le cose cambieranno, ma non in meglio. E’ infatti in previsione un aumento dell’imposta di imbarco per il prossimo anno, che andrà così a gravare ulteriormente sul costo dei biglietti. Il classico esempio di danno oltre la beffa, dato che nell’ultimo periodo i prezzi dei biglietti sono rincarati in maniera esponenziale per colpa della guerra e del caro energia. A tutto poi, si aggiunge l’aumento per dormire nella città storica.

Provvedimenti per fare cassa, senza alcuna prospettiva, tantomeno per il futuro della città storica. Infatti, la pressione sul Centro Storico aumenterà e dato che questo Governo strizza l’occhio agli evasori molti “imprenditori alberghieri ed extra” saranno inevitabilmente tentati a farlo. Di suo la Destra quando arriva al potere, pur non indicando strategie e piani di sviluppo e men che meno accettando confronti democratici e realmente aperti, ha un pregio: decide per mano e testa di un cittadino residente a Mogliano Veneto, ma che comanda la Serenissima. Allo stesso tempo, i cittadini veneziani come i sudditi di un tempo, aspettano l’editto municipale quando sarà dato alle stampe dopo il 01.01.2023. Il Senato della Repubblica sarà un semplice passacarte? o batterà un colpo? Basta attendere: Buon Natale e con l’occasione Buon Capodanno.

Enzo De Biasi

 

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