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Confronto scientifico? No grazie, abbiamo la nostra scienza. Lettera aperta all’Ordine dei medici dal dottor Dal Molin

Ho scritto 16 giorni fa la PEC che segue all’Ordine dei Medici di Belluno, al suo Presidente e al suo Consiglio, senza avere alcuna risposta. In precedenza le lettere dei medici soci dell’Ordine venivano rese note e pubblicate, in particolare se avevano un significato sanitario e professionale. Ora non più: vengono pubblicate integralmente per mail, senza commento, solo le comunicazioni ufficiali dei vari Ministri della Salute che quindi rappresentano disposizioni non commentabili né discutibili.
Ergo i medici italiani hanno cambiato status, non sono più liberi professionisti, ma dipendono direttamente “per scienza e coscienza” dalle doti morali e professionali del Ministro della Salute, anche se laureato in scienze politiche o in ingegneria aereonautica. Il presidente dell’Ordine svolge la funzione di passacarte. Poiché non vi è stata risposta alla mia lettera ho chiesto di pubblicarla su “Bellunopress” giornale on line. L’unico giornale che pubblica anche lettere e argomentazioni non condivise dalla direzione editoriale. In questo modo il testo può giungere anche a colleghi medici eventualmente interessati. Le molte lettere precedenti sullo stesso tema, inviate a giornaloni e giornalini, non sono mai state pubblicate, se non dalla Bellunopress. Per una più facile comprensione del testo, indirizzato all’Ordine dei Medici di Belluno e ora destinato ad un pubblico eterogeneo, ho apportato qualche modifica senza cambiarne il senso. Buona lettura.

 

Al Presidente Capelli e al Consiglio direttivo dell’Ordine dei Medici di Belluno

Al politecnico di Torino a novembre si è svolto un grande Convegno Internazionale: “Poli- Covid 22. Salute Scienza e Società alla prova della pandemia” per un bilancio scientifico sugli anni di gestione della pandemia in tema di biologia, medicina, diritto, bioetica, sociologia e comunicazione.
I nostri Istituto Superiore di Sanità e Comitato Tecnico Scientifico hanno ritirato la loro partecipazione poiché “si dava spazio a punti di vista diversi sulla pandemia”. Il Rettore del Politecnico ha annullato il Convegno. Ma il Comitato Scientifico e il Comitato Organizzatore del Convegno sono riusciti in pochissimo tempo a trovare una nuova sede e nuovi finanziatori. Una splendida figura del nostro Governo e delle nostre Istituzioni Scientifiche ed Accademiche che hanno imperversato per 3 anni su tutti i media, supini al volere governativo e del tutto allergici ad ogni confronto scientifico e libero da condizionamenti! Non per niente siamo uno dei Paesi più arretrati al mondo circa la libertà di informazione. La cosa non sembra disturbare neppure le nostre Università e Comunità Scientifiche che in questo lungo periodo di tempo non hanno fatto sentire la propria voce. Dal resto del mondo non ci divide una cortina di ferro ma semplicemente un vuoto acustico che non siamo interessati a colmare.
Sul sito liberascelta.it gli abstract e i singoli interventi, con i sottotitoli per i relatori stranieri, sono stai pubblicati. Intanto in questi due ultimi anni alcuni giornali non governativi, molti libri e un flusso continuo di informazioni scientifiche hanno raggiunto tutti coloro che sono stati interessati ad un confronto con le inesattezze e stupidaggini del CTS nostrano e del nostro Governo Draghi, chiaramente arruolato nel carro del farmaco. Ne elenchiamo alcune piuttosto significative.
– Per quanto riguarda il virus CoVid-19 molti scienziati concludono che sia stato costruito come arma biologica dopo ricerche durate circa 15 anni a Wuhan. Il gruppo franco canadese di Coutard sostiene che il virus ha impronte digitali indicative di una manipolazione mirata. L’Istituto di tecnologia della Università di Nuova Delhi nel 2020 riscontra nel SARS-CoV-2 almeno 4 inserti genomici del virus dell’HIV. Nell’aprile 2020 Luc Antoine Montagnier conferma la manipolazione del virus e individua sequenze brevi di HIV sufficienti a modificare i siti antigenici, dichiarandosi certo che il virus sia uscito dal laboratorio di Wuhan.
– Per quanto riguarda i test molecolari PCR risulta che siano scientificamente privi di significato. Christian Heinrich Drosten, che dirige dal 2007 l’Istituto di Virologia della Charité di Berlino, è stato nominato dalla Presidente U. von der Leyen per la diagnostica biologica e ha messo a punto la diagnosi molecolare per la SARS-CoV-2 mediante il metodo PCR. In mancanza di campioni di virus ottenuti da Pazienti infettati dal SARS-CoV-2 il test non si basa sul genoma di questo virus ma sulla parentela con la SARS -CoV-1 del 2003, quindi non è specifico (e potremmo dire inutile!) per l’infezione virale in corso. Inoltre il metodo PCR si basa su 25-30 cicli di amplificazione al massimo, su indicazione dell’inventore Kari Mullis. Se vengono usati più di 40 cicli di amplificazione chiunque può risultare positivo a tutto. Il Drosten PCR test è standardizzato a 45 cicli. Drosten ha fatto in modo che i test PCR eseguiti sui tamponi di tutto il mondo siano quasi sempre positivi. Inversamente si potrebbe pensare che quando il test deve risultare negativo è facile eseguire un numero ridotto di cicli di amplificazione, per esempio 25. Giorgio Palù dice che i frammenti di acidi nucleici che si trovano sui campioni non rappresentano necessariamente una particella virale infettante; può trattarsi di un residuo o di un virus inattivo e comunque non è detto che abbia una concentrazione sufficiente per infettare. Ciò vuol dire, come sempre, che è necessario distinguere tra contagio e malattia: i soggetti contagiati non sono necessariamente ammalati e quindi possono essere soggetti che hanno superato il contagio e sono sani.
– La terapia efficiente per la CoViD-19 è la stessa già usata da 20 anni per la SARS e per la MERS. 41 medici italiani hanno comunicato con una lettera nell’aprile 2020 al ministro Speranza che la terapia immediata con cortisone, clorochina ed eparina previene le complicanze del virus e può essere impiegata a domicilio. Il ministro non ha mai risposto, impegnato, se non arruolato, per promuovere soltanto il vaccino sperimentale.
– Per quanto riguarda il contagio ormai sappiamo che sono fonti di contagio sia i vaccinati che i soggetti non vaccinati e sappiamo anche che il vantaggio rappresentato dalla vaccinazione ha una breve durata di 3-4 mesi dopo di che rappresenta un handicap in tema di immunità.
– Per quanto riguarda il vaccino (da molti scienziati considerato un farmaco e non un vaccino perché non costituito dal virus o da sue parti) le statistiche delle complicanze, gli esiti e i decessi post vaccino si arricchiscono giornalmente di casi drammatici, in particolare per quanto riguarda i giovanissimi e gli atleti.
-Quindi sospendere dal lavoro e dallo stipendio i sanitari che non hanno voluto sottoporsi ad una vaccinazione sperimentale per proteggere la popolazione dal contagio non aveva e non ha senso, tanto più che la percentuale dei vaccinati in Italia è superiore al 90%. In questo contesto l’odio e il disprezzo manifestato dai molti operatori televisivi e membri dei CTS nei confronti dei non vaccinati rappresenta soltanto la loro totale disinformazione, o la loro intrinseca oligofrenia, oppure più probabilmente la loro totale dipendenza dalle multinazionali che li hanno arruolati e pagati come consulenti.
– I sanitari che sono stati riammessi al lavoro nel mese di novembre sono stati anche ghettizzati, umiliati, discriminati e demansionati perché non affidabili (vedi Pregliasco) e anche questo, con tutto quel che precede, è stupefacente e paradossale.
– In questi gg. ecco un’altra buona notizia: il Presidente della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici dott. Filippo Anelli, già largamente conosciuto per la sua intrinseca “vis comica”, propone di cambiare il codice di deontologia medica per impedire ai medici di avere riserve clinico-professionali sul vaccino sperimentale. Per lui non è stato previsto il TSO. Ma in sua difesa (e dei molti come lui che si ostinano a volere l’Italia come unico Paese al Mondo col 100% di cittadini di serie A vaccinati e la “teppaglia no-vax”, dei cittadini di serie B, isolata e privata dei diritti civili) è stato escluso dalle nostre Autorità Politiche il confronto scientifico ufficiale di Torino sopradescritto con gli scienziati dell’ ”altro mondo”.
Esprime lo stesso concetto, con parole solo lievemente più diplomatiche, il Comunicato stampa a conclusione del Congresso POLI-COVID-22 dopo il ritiro dell’ ISS e del CTS Italiani:” La vicenda, singolare e atipica, induce a riflettere sull’esigenza prioritaria che la comunità scientifica riaffermi i suoi canoni di disinteresse, indipendenza, trasparenza, disponibilità al confronto critico e alla rivalutazione delle conoscenze acquisite” Successivamente scrive” risulta altresì chiaro che alcuni aspetti relativi alla pandemia COVID-19, soprattutto rispetto alla ragionevolezza, alla proporzionalità e all’impatto delle misure messe in atto per contrastarla, sono fortemente controversi. È quindi imperativo e urgente riportare in primo piano i principi bioetici e la tutela dei diritti fondamentali, e su queste basi procedere con verifiche approfondite affinché la comunità scientifica possa offrire una conoscenza consolidata come presupposto dell’azione legislativa e di governo.”
Come medico iscritto a questo Ordine chiedo al Presidente e al Consiglio direttivo di specificare sia a me che agli altri iscritti quale sia la posizione ufficiale dell’Ordine nei confronti dei fatti sopra elencati, se intenda mantenere totale e supina disponibilità alle disposizioni di qualunque ministro della Sanità, come fatto finora, o infine se non voglia adeguarsi semplicemente al codice di deontologia medica e ai concetti di libera scienza e coscienza.
Distinti saluti
Dr. Filiberto Dal Molin

 

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