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Piani abbattimento cervi. Lettera al presidente della provincia

Porto a conoscenza il nostro Presidente della Provincia di Belluno che da quando sono aumentati i piani di abbattimento del cervo (anche femmine e piccoli), aumento avvenuto incredibilmente, nel numero di ben 500 esemplari, l’anno successivo alla devastazione dell’uragano Vaia, la caccia al cervo che nel mio comune si chiudeva nel giro di due o tre giorni ora si protrae per mesi.

E’ evidente che, per i cacciatori, il numero degli abbattimenti previsti non è ‘facile’ da raggiungere. Ora, sorge legittima la domanda: tutti questi cervi, del cui presunto e preoccupante esubero proprio l’ufficio caccia della Provincia di Belluno puntualmente dà notizia sulla stampa locale, dove sono? Giusto ieri, nella mia zona di residenza, oltre ai soliti cacciatori, già segnalati, ne sono arrivati altri (in una seconda mail indirizzata alle forze dell’ordine invierò alcune foto e targhe) che evidentemente non sono riusciti a reperire altrove gli animali da uccidere. La riserva di caccia di Mel quest’anno ha a disposizione 19 cervi in più da abbattere, rispetto allo scorso anno.

Nella nostra provincia questa disponibilità solo negli ultimi tre anni è aumentata di oltre 400 cervi, nonostante la presenza del lupo. Com’ è possibile? Inoltre, ogni volta che vedo transitare certe auto a passo d’uomo, in modo ripetuto e ossessivo, lungo le strade pubbliche perché lì a pochi metri pascolano cervi, nei parchi privati delle abitazioni limitrofe dove l’attività venatoria è vietata, mi chiedo se da parte di alcuni ci sia la volontà di sparare dalla strada, e quando questo andirivieni avviene col buio, a pochi minuti dalla chiusura dell’ orario consentito per la caccia e chi è all’interno di quelle auto indossa abiti colorati e non mimetici, questo dubbio mi si amplifica.

Quanto sopra per ribadire ancora una volta che nell’autorizzare tutte quelle condanne a morte dei nostri animali selvatici, Patrimonio Indisponibile dello Stato, si incide profondamente anche sulla sicurezza e sulla vita dei cittadini. Infatti, come da anni segnalo, ci saranno sempre quei cacciatori che nell’impossibilità di fucilare l’animale altrove, probabilmente perchè non c’ è, non esiterà a stanarlo in prossimità di abitazioni e strade pubbliche. Proprio come è successo , vicino a casa mia, lo scorso anno. Distinti saluti

Tamara Panciera

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