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lunedì, Gennaio 30, 2023
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Giornata Mondiale della Salute Mentale

Il 10 ottobre ricorre la Giornata Mondiale della Salute Mentale, istituita nel 1992 dalla Federazione Mondiale per la Salute e riconosciuta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, per promuovere la consapevolezza e la difesa della salute mentale contro lo stigma sociale.

Ogni anno viene portato all’attenzione un aspetto diverso relativo alla Salute Mentale; per il 2022 è stato scelto il tema “Rendere la salute mentale e il benessere di tutti una priorità globale”, perché in un mondo scosso dagli effetti della pandemia, delle guerre e dell’emergenza climatica, il benessere di tutti deve essere prioritario.

Il tasso di persone colpite da disturbi mentali è aumentato a livello globale e la loro stigmatizzazione e discriminazione continuano a essere un ostacolo all’inclusione e all’accesso alle cure adeguate. Ma è sempre più riscontrato che, con le giuste strutture sociali e istituzionali, la prevenzione dei disturbi mentali e il benessere di ogni cittadino del mondo è possibile.

Purtroppo nella provincia di Belluno la situazione del dipartimento per la salute mentale è molto critica; da tempo c’è una grave carenza di psichiatri tale da causare una forte limitazione dei servizi, da luglio dell’anno scorso sono infatti stati sospesi i ricoveri nel reparto di psichiatria di Feltre e i medici in servizio a Feltre stanno facendo le guardie nel reparto di Belluno, allungando i tempi di attesa per le visite di controllo periodiche, indispensabili per il corretto mantenimento delle terapie e per la prevenzione delle ricadute.

Il comitato feltrino per il diritto alla salute segnala che i concorsi emanati dall’Azienda Zero per l’assunzione di psichiatri sono insufficienti per garantire la riapertura del reparto di psichiatria a Feltre e per il corretto funzionamento dei Centri di Salute Mentale nella nostra provincia; attualmente nel dipartimento di salute mentale dell’ULSS 1 sono in servizio sette psichiatri, per un adeguato mantenimento dei servizi dovrebbero esserci almeno undici psichiatri, più due direttori; nell’ultimo bando (emanato in Gazzetta ufficiale il 20 settembre scorso) sono stati concessi alla ULSS 1 Dolomiti solo 2 posti. In questo modo la regione penalizza le aree con meno popolazione e vanifica gli sforzi fatti dall’ULSS 1 e dai Comuni per trovare delle soluzioni per agevolare la permanenza dei medici ed operatori specializzati nelle nostre zone. Nel dipartimento di salute mentale mancano anche gli psicologi e psicoterapeuti ma il concorso dell’Azienda Zero per l’assunzione di psicologi (emanato a febbraio scorso con 3 posti per la ULSS 1) è stato bloccato da una serie di ricorsi al TAR.

Il comitato feltrino ribadisce che la sanità pubblica deve essere considerata un investimento, un bene comune imprescindibile per la salute e il benessere delle persone, è necessario potenziare i finanziamenti delle politiche socio-sanitarie per garantire l’assunzione del personale e per un adeguato mantenimento delle strutture territoriali per la salute mentale.

I nuovi direttori delle Unità Complesse di Psichiatria di Belluno e Feltre stanno facendo il possibile per mantenere l’assistenza con i medici rimasti e si sono già attivati per mantenere la qualità dei servizi; il 23 settembre a Belluno è stato organizzato un importante convegno della Società Italiana di Psichiatria sezione di Venezia sul tema della psicopatologia degli adolescenti; a Feltre è stato attivato un progetto di montagnaterapia, il 29 settembre è stata organizzata una camminata a Valmorel in collaborazione tra la psichiatria di Feltre, Belluno ed Oderzo.

Il comitato feltrino richiama anche ad una maggiore responsabilità i medici che partecipano ai concorsi pubblici, risulta infatti che al bando emanato dall’Azienda Zero a gennaio scorso per l’assunzione di psichiatri sono stati ammessi in graduatoria due medici per la ULSS 1 (6 posti disponibili): considerato che questi medici risultano irreperibili la direzione non può procedere con le pratiche di assunzione e i posti non possono essere rimessi in concorso, occupando dei posti per i medici che potrebbero essere motivati a lavorare nelle nostre zone.

 

 

 

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