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Sanità. De Menech: “Assegnare quote di medici per la montagna”. L’Ulss Dolomiti prepara le foresterie per accogliere il personale sanitario

Roger De Menech, deputato

Belluno, 3 settembre 2022  –  «Un piano nazionale di assunzioni con una riserva già stabilita per gli ospedali di montagna».

La proposta è del deputato bellunese Roger De Menech in considerazione delle difficoltà oggettive a garantire i servizi sanitari in montagna, a Belluno, come in tutto l’arco alpino e sugli Appennini. Come riportano le cronache in questi giorni la carenza di medici e operatori è arrivata al punto che sono stati dati in appalto in poco tempo il punto di pronto soccorso di Auronzo e il servizio di anestesia a Pieve di Cadore. Dove non si ricorre all’appalto si taglia e si riduce. La direzione dell’Ulss afferma trattarsi di un processo irreversibile.

«Alla mancanza di medici non ci si arriva per caso», dice però De Menech. «Oltre a essere pagati troppo poco, i camici bianchi non trovano nelle strutture periferiche un ambiente adatto ad accoglierli. Sono pochi e quindi i turni hanno ritmi e cadenze pesanti, non si fa ricerca e il numero ridotto di casi limitano le possibilità di carriera, gli incentivi economici, quando ci sono restano irrisori, mancano alloggi e abitazioni per accoglierli. C’è poi il tema delle assicurazioni. Ed è un tema gigantesco, in particolare per gli anestesisti. In caso di problemi e incidenti l’assicurazione dell’Ulss Dolomiti copre i casi che sforano i 500 mila euro. Per tutti gli altri, cioè tutte le richieste di risarcimento fino a mezzo milione di euro, sui medici incombe la spada di Damocle della possibile rivalsa nei loro confronti da parte dell’azienda».

Qualsiasi tentativo di risollevare le sorti della sanità locale, conclude il deputato, «deve passare dalla soluzione dei problemi descritti. Un piano assunzioni molto ampio che guardi ai prossimi dieci anni, questi sono i tempi per formare i medici, ma già con una quota di riserva prevista per l’assegnazione nelle strutture delle aree montane. Immediatamente invece bisogna ridare appetibilità ai posti negli ospedali pubblici. Per questo serve un sistema di incentivi che faccia diventare attrattivi i posti pubblici e scongiuri la spirale negativa del depauperamento».

Maria Grazia Carraro – Direttore generale Ulss 1 Dolomiti

Da parte sua, l’Ulss Dolomiti sta preparando le strutture di accoglienza idonee ad incentivare il personale sanitario. Grazie a un finanziamento di 500 mila euro dei Fondi Comuni di Confine e a un cofinanziamento Ulss di 150 mila euro, infatti, saranno ristrutturati gli edifici di proprietà dell’Ulss per ricavare degli appartamenti a Belluno, Feltre e Agordo da mettere a disposizione come foresteria per i professionisti che scelgono di lavorare in Ulss Dolomiti.

Oggi è stato affidato l’incarico di progettazione, direzione lavori e coordinamento per la sicurezza dei lavori. Si prevede di ricavare 20 posti letto ad uso foresteria grazie alla ristrutturazione degli immobili di proprietà dell’Ulss, situati nello specifico a Belluno – via S.Andrea, Feltre – via Ligont e all’ospedale di Agordo.

L’ investimento complessivo è di 650 mila euro di cui 500.000 euro per lavori e 150.000 euro per gli arredi per adibire i nuovi locali ad uso foresteria. I locali saranno messi a disposizione di personale sanitario e medici specializzandi che necessitino di alloggio temporaneo in attesa di sistemazione definitiva.

«La realizzazione di ulteriori foresterie ci consentirà di proporre ulteriori benefit per attrarre nuovi professionisti nelle nostre strutture, nell’ambito della politica di welfare aziendale che stiamo portando avanti con determinazione. Noi non ci arrendiamo e proseguiamo nella continua ricerca di personale» commenta il Direttore Generale Maria Grazia Carraro, «ringrazio i Comuni e la Presidenza dei Fondi Comuni di Confini per aver voluto investire, con lungimiranza, in questa misura che rappresenta un solido intervento per garantire i servizi i montagna e che ci rende competitivi rispetto ai territori contermini. Una concreta azione contro lo spopolamento».

 

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