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sabato, Febbraio 4, 2023
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Fipe e Federalberghi Belluno: assurdo lo stallo sui contratti di lavoro per gli extracomunitari

Era metà maggio, quindi con la prospettiva dell’avvio della stagione estiva, che Confcommercio Belluno lanciava l’allarme legato al reperimento di risorse umane per la stagione e denunciava lo stallo totale sul fronte del tanto atteso Decreto Flussi 2022 che aprirebbe alle assunzioni di lavoratori extracomunitari.

Walter De Cassan, presidente Federalberghi Belluno Dolomiti

«In due mesi – afferma Walter De Cassan per Federalberghi Belluno – nulla si è ancora mosso; avevamo scritto ai nostri parlamentari e denunciato la grande preoccupazione anche a livello mediatico. La mancata uscita del Decreto Flussi sommata alle enormi difficoltà ormai strutturali nel poter assumere personale italiano o comunitario
sta determinando situazioni paradossali: c’è la domanda, il turismo è in movimento, c’è voglia di vivere le nostre montagne ma non siamo in grado di garantire servizi basilari. Ho notizia di colleghi costretti a ridurre l’attività alberghiera in regime b&b in mancanza di personale per la cucina od il servizio sala; altri che addirittura stanno valutando di rinunciare alle prenotazioni trovandosi in gravi condizioni con il personale. Un paradosso che non possiamo permetterci di affrontare».
Il presidente di FIPE Belluno, Graziano Prest, rincara la dose.
«Servono soluzioni immediate – afferma Prest – ma sembra che nessuno se ne preoccupi! Oltre alla mancanza del Decreto Flussi 2022 non risultano utilizzabili neppure le quote residue del 2021 per complicanze burocratiche e perché le stesse sono state ridotte rispetto a quanto previsto o revocate. Dagli uffici preposti riscontriamo difficoltà operative dovute ad esempio ad aggiornamenti informatici sui software effettuati in periodi del tutto inadeguati. La percezione è che, oltre alle criticità legislative ed ai ritardi nell’adozione di norme necessarie, l’apparato di supporto soffra condizioni di “sotto organico” i cui effetti si ripercuotono poi sulle imprese. Imprese e famiglie che producono economia ed occupazione abbandonate a se stesse su tematiche troppo importanti come ad esempio il lavoro,
l’occupazione, la formazione scolastica propedeutica alla professione, l’adeguamento della contrattualistica alle esigenze del momento. Imprese che rappresentano un patrimonio di opportunità per il Paese che non viene messo nelle condizioni di poter esprimere le proprie potenzialità».
L’appello di Confcommercio Belluno, in parallelo al filo diretto sempre aperto con i livelli associativi nazionali, è ovviamente rivolto ai Parlamentari bellunesi affinché attivino tutte le proprie azioni politiche a livello parlamentare o presso i Ministeri di riferimento.
«Stiamo assistendo impotenti ad un trend davvero allarmante che, in assenza di soluzioni rapide e strutturali, frenerà ogni velleità di ripresa e di crescita economica. Ancora una volta le esigenze del tessuto economico non vengono assecondate e valorizzate con la velocità necessaria a livello legislativo ed operativo», così concludono De Cassan e Prest il loro accorato appello dando voce alle preoccupazioni e difficoltà di centinaia di attività del
comparto turistico e dell’accoglienza che operano in provincia di Belluno.

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