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Disturbi alimentari e bullismo. Intervista a Valentina De Nart candidata a sostegno di Lucia Olivotto

Proseguiamo le interviste ai candidati con alcune problematiche che riguardano i giovani. Ce ne parla Valentina De Nart, psicologa, candidata nella lista “Belluno Bene Comune”, a sostegno della candidata sindaco Lucia Olivotto.

Perché questa scelta di candidarsi alle amministrative di Belluno?
Questa è la mia prima esperienza di candidata per le liste comunali. Ho accolto con entusiasmo l’invito di Paolo Bello, amico che stimo molto, per i progetti che da anni mette in atto col SerD di Belluno, in particolare quello di FuoriPosto. Si svolgono attività mirate di prevenzione (soprattutto al consumo di alcol e droghe), cercando di calamitare l’attenzione dei giovani presenti ad eventi, quali sagre, concerti, festival ecc. Ho partecipato spesso alle uscite in camper per fare gli alcol test, e mi ha sempre colpito il riscontro positivo da parte dei partecipanti nei confronti del nostro servizio.

Quali sono stati i temi del programma della Olivotto che ti hanno maggiormente coinvolta?
Vari sono gli aspetti del programma di Lucia Olivotto (sintetizzati ne ‘Gli Otto Punti di Olivotto’) che sono affini al mio sistema di valori. Le tematiche relative al mondo giovanile e alla cura e preservazione dell’ambiente sono quelle che mi stanno più a cuore; come anche l’occhio attento al benessere animale, spesso messo da parte, purtroppo, nella nostra Provincia. Apprezzo, inoltre, la presenza di varie donne all’interno delle due liste a suo sostegno, e la multiculturalità degli iscritti.

Qual è la tua formazione e di cosa ti occupi?
Mi sono formata all’ Università di Trieste e, successivamente, in quella di Padova, dove ho conseguito l’abilitazione alla professione di psicologo, e frequentato il corso di specializzazione sui disturbi del comportamento alimentare. Questa tematica è sempre stata oggetto di approfondimento nel mio percorso di studi; ma negli ultimi anni, rispetto a quando studiavo, c’è stato un incremento dell’interesse anche da parte della popolazione. Attualmente, infatti, grazie all’attenzione data dai media e alle iniziative di prevenzione sul territorio, circolano molte più informazioni e si sente parlare in maggior misura delle problematiche legate al cibo.

Sulle problematiche legate al cibo, qual è la situazione?
Purtroppo, in tal senso c’è anche il rovescio della medaglia: l’utilizzo massivo di social network e app di ultima generazione (es. Tik tok) da parte dei giovani, ha fatto emergere altre sfaccettature del problema. Se fino a qualche anno fa, la competizione tra ragazzine si basava sull’ avere il ‘tight gap’, (ovvero lo spazio che si crea tra le cosce quando una persona è molto magra), nelle ultime settimane è comparsa on-line una sfida in cui dei giovani invitano ragazze obese a ballare e ‘vince’ chi balla con la ragazza più grassa, postando poi il video.
Oggi, dunque, dilagano in internet sfide e spinte all’emulazione d’ogni tipo, con conseguenze che vertono verso fenomeni di bullismo e prevaricazione sul più debole, e a cui bisogna perciò far fronte in un’ottica che va oltre al distrurbo alimentare.

Per ultimo, cos’altro ci puoi dire di te?
Oltre ai disturbi alimentari, mi interesso molto alle tematiche relative al benessere complessivo della persona, secondo un approccio olistico. Ho conseguito da poco il diploma di abilitazione alla pratica del Reiki, e seguo da anni le iniziative proposte dal medico dottor Franco Berrino, attraverso l’associazione La Grande Via, da lui fondata. Ho avuto anche l’opportunità di conoscerlo di persona durante un viaggio esperienziale in Lapponia, da loro organizzato: un’esperienza magnifica. Sono dell’idea che la psicologia sia affascinante e utile per mille motivi, e che l’integrazione di essa con altre pratiche vada vista non come una competizione, bensì come un arricchimento reciproco. E questa è la strada che io sto seguendo.

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