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Parliamo di Belluno. Sala Muccin al completo alla presentazione del programma di Lucia Olivotto

Livio Viel, Lucia Olivotto, Emiliano Casagrande

Belluno, 27 maggio 2022 – Tutto esaurito ieri sera, tanto da aver convinto gli organizzatori a proporre un nuovo appuntamento per approfondire altre tematiche: “Parliamo di Belluno”, la serata di presentazione pubblica del programma della candidata sindaco di Belluno Lucia Olivotto e delle liste Insieme per Belluno e Belluno Bene Comune, ha riscosso particolare successo riempiendo gli oltre cento posti di Sala Muccin al Centro Giovanni XXIII.

“Si parla spesso di disaffezione verso la politica, ma vedere la sala piena fa capire come ci sia ancora voglia di confrontarsi sui problemi della città e dei cittadini. – ha esordito Olivotto – La partecipazione è uno dei punti fondamentali della nostra azione politica, e vedere qui stasera tanti bellunesi rafforza la nostra convinzione”.

Tra i punti evidenziati da Olivotto, anche la necessità di tornare ad essere orgogliosi della propria città, la trasparenza, le politiche sociali, la multiculturalità, l’ambiente, la riorganizzazione comunale come strumento per garantire e migliorare i servizi a cittadini e imprese, il ruolo del comune capoluogo come “faro” provinciale dalle politiche sanitarie a quelle sociali, finendo a quelle turistiche.

Spazio poi agli interventi di candidati e sostenitori: ad aprire è stato Alberto Simiele, assessore all’ambiente uscente e candidato per Insieme per Belluno, che ha approfondito le proposte ambientali, a partire dalla mobilità sostenibile per alleggerire il tasso di motorizzazione che vede il Bellunese sopra la media italiana (circa 700 auto ogni mille abitanti); Francesco Rasera Berna (IpB), presidente del consiglio comunale, ha spiegato il processo del bilancio partecipativo, “vero strumento di partecipazione attiva che apre un dialogo sociale sul cuore economico-finanziario dell’amministrazione”, che permetterà ai territori di indirizzare le scelte e gli interventi del Comune sulla propria realtà; ad ampio raggio l’intervento di Paolo Bello, capolista di Belluno Bene Comune, che ha affrontato i principali temi sociali, da quello della sanità a quello demografico (“i numeri sono impietosi, servono politiche vere e non bonus”), passando per la sanità di montagna, le scuole e l’integrazione. Sempre per Belluno Bene Comune, Sergio Marchese (già consigliere comunale tra il 2007 e il 2012) ha parlato di energie rinnovabili e di innovazione, “che si può fare anche qui, anzi: siamo già la seconda Silicon Valley italiana, con una densità di aziende di elettronica e micro-elettronica che ci vede al secondo posto nazionale”.

È stato un discorso più volte interrotto dagli applausi del pubblico quello di Livio Viel, volto noto del centrosinistra bellunese dal curriculum importante anche a livello amministrativo, che da osservatore esterno in questa tornata elettorale ha dato un’approfondita lettura della città, dei suoi bisogni e del suo ruolo: “Bisogna discutere di territorio, di uomini e di comunità; le risorse naturali e ambientali sono limitate, non possono e non devono essere sfruttate per il proprio tornaconto privato”. Sulla partecipazione, “è importantissima e fondamentale. Abbiamo bisogno di strutture e di strumenti per comunicare, per confrontarci, per dibattere anche duramente”. Sul ruolo della città e del suo rapporto con il resto della provincia, “si deve tornare a parlare di centralità di Belluno, venuta meno anche per la fine dei confini amministrativi decretata dalla Legge Delrio con l’abolizione delle province: Belluno ha un ruolo storicamente centrale, ma se non riesce a far gravitare su di sé i principali processi sociali e decisionali perde il suo ruolo di capoluogo”.

Prima della chiusura, spazio anche a Ilenia Bavasso e Sofia Boaretto Dannhauser, giovani candidate di Insieme per Belluno che hanno approfondito i temi delle politiche giovanili – “servono spazi immateriali, di confronto tra i giovani e l’amministrazione, e fisici, dove poter svolgere incontri, workshop, eventi”; tra le proposte anche laboratori di imprenditoria giovanile che coinvolgano pubblico e privato in percorsi che permettano ai ragazzi di trasformare le loro passioni in un lavoro, contrastando così anche il fenomeno dello spopolamento -, mentre Barbara Meletto (IpB) ha toccato i temi culturali, in particolare sottolineando come “anche nella cultura non possono esserci scelte imposte dall’alto; ecco quindi la possibilità di attivare un strumento, chiamato “amministrazione condivisa dei beni comuni”, presente da alcuni anni in diversi comuni italiani, che unisce amministrazione e privati nella gestione dei beni, responsabilizzando il cittadino e portando a una politica culturale realmente condivisa che possa essere efficace e durevole”.

Come anticipato, nei prossimi giorni verrà organizzato un nuovo incontro pubblico dove verranno approfondite altre tematiche che toccano direttamente la vita dei cittadini, come quelle relative al bilancio, all’integrazione, alle pari opportunità, allo sport e molte altre.

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