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Italcomp. Chiorino e Donazzan: “Il progetto di un compressore tutto italiano per elettrodomestico affossato dalla guerriglia interna al governo”

Elena Donazzan assessore regionale all’Istruzione, alla Formazione e al Lavoro

Roma, 12 febbraio 2022 – “Guardiamo con favore all’intervento di un’altra azienda che sta portando all’acquisizione del sito produttivo ACC di Borgo Valbelluna: resta però il dolore per non aver avuto un’analoga prospettiva anche per lo stabilimento di Chieri dell’ex Embraco, e questo perché è mancata la volontà di credere, meno che mai nell’ultimo periodo, in un progetto ambizioso che avrebbe portato a ricostruire una filiera dell’elettrodomestico tutta italiana”: così gli assessori regionali al Lavoro di Fratelli d’Italia Elena Chiorino (Piemonte) ed Elena Donazzan (Veneto) che è Responsabile Nazionale del Dipartimento Lavoro e Crisi Aziendali di Fratelli d’Italia.

“Eppure i numeri davano ragione a questo progetto: oggi infatti la componentistica prodotta all’estero, ancorché nella parte più povera del mondo, costa di più ed è penalizzata da un’impennata nei costi logistici. L’elettrodomestico inoltre, ed in particolare il suo segmento legato al freddo, vedrà un’imponente espansione verso i nuovi mercati emergenti” continuano Chiorino e Donazzan, “l’Italia, piattaforma logistica privilegiata del Mediterraneo, avrebbe potuto ricoprire un ruolo da protagonista nell’espansione verso il grande continente africano, dove il frigorifero arriverà in ogni casa apportando un miglioramento della qualità della vita e della salute anche in termini di maggiore sicurezza alimentare”.

“Il PNRR nella sua missione 5 ci aveva illuse: pensavamo il governo avesse avuto un’intuizione, in controtendenza coi tanti fallimenti sinora registrati” aggiungono, “‘Competitività e resilienza delle filiere produttive’: e quale se non l’elettrodomestico che fino ai primi anni 2000 vedeva l’Italia leader in Europa e nel mondo, in particolar modo nella filiera del freddo?”.

“Italcomp è stato affossato dalla lotta intestina fra Movimento 5 Stelle, che questo progetto l’aveva lanciato – senza un paracadute ci verrebbe da aggiungere oggi – e la Lega, col Ministro Giorgetti che non ritiene credibile questa proposta” aggiungono ancora Chiorino e Donazzan, che concludono “gli strumenti oggi a disposizione del Ministero avrebbero dato un senso compiuto ed una sostenibilità economica a questo progetto, dalla trasformazione verde al recupero delle competenze chiave che sono italiane e che vanno spesso a lavorare nel mondo proprio per ricostruire una filiera. Una grande occasione persa, figlia di una guerriglia interna al governo che è causa di danni irreversibili”.

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