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Adinolfi e PdF Belluno a Mattarella : “Basta emergenza, vengono divisi anche i bambini delle stesse classi”

Mario Adinolfi, presidente del Popolo della Famiglia, nel rivolgere “deferente augurio di buon lavoro” nel giorno del suo insediamento per il secondo settennato, non rinuncia ai toni duri sui temi della pandemia:

«Signor presidente, mi sarei aspettato una parola di pacificazione rispetto ai diritti costituzionali lesi dal governo a centinaia di migliaia di italiani non vaccinati o privi di super-green-pass che sono stati lasciati senza stipendio. Signor presidente, mi sarei aspettato qualche parola per la restituzione della dignità a questi cittadini colpiti da sanzioni senza senso volute dal governo. Signor presidente mi sarei aspettato una parola contraria alle divisioni sperando nel poter vedere la sua moral suasion agire presso il governo per porre fine a questa sorta di apartheid che vede persino i bambini della stessa classe divisi tra coloro che possono frequentare le scuole e coloro che ne vengono tenuti lontano. Signor presidente, i più eminenti scienziati certificano che la pandemia è sostanzialmente finita, basta con lo stato d’emergenza e i green pass per poter addirittura ritirare la pensione e prendere un autobus. Le famiglie italiane sono stanche e chiedono al presidente della Repubblica una parola di conforto che mi dispiace notare che non sia arrivata, specie presso chi sta pagando le scelte sbagliate del governo nella maniera più dura che lede davvero la dignità delle persone. Eppure, la parola dignità lei l’ha utilizzata spesso nel suo discorso. Lo sguardo va rivolto verso le famiglie che non ce la fanno più, tormentate da un governo che non ha spiegato perché solo in Italia si sia deciso di colpire il diritto dei lavoratori allo stipendio e altri diritti costituzionali fondamentali».

Anche il Popolo della Famiglia di Belluno sottolinea che «le nuove proposte di mandare in DAD solo studenti non vaccinati sono in aperto contrasto con il diritto alla scuola in presenza per alunni con disabilità e bisogni educativi speciali. Ci sembra che si voglia così creare una discriminazione a scuola e che si vogliano creare muri anziché ponti tra gli alunni di una stessa classe, con il risultato di tradire la ben nota a parole “inclusione”, questa volta dimenticata e tradita». Conclude il PdF di Belluno «Predisponiamo invece nelle scuole test salivari gratuiti, così da evitare quarantene e discriminazioni che andrebbero unicamente a gravare sulle famiglie che ormai non ce la fanno più, travolte da continui cambi di disposizioni ministeriali che disorientano genitori e studenti».

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