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Aggressione di Lorenzago. Intervento del ministro D’Incà, senatore De Carlo e commissario Gidoni

Federico D’Incà, ministro per i Rapporti con il Parlamento

Domenica pomeriggio, a seguito della rapina in casa subita nella notte precedente, Angelo Mainardi, 82enne ex gelatiere e calzolaio di Lorenzago di Cadore, è morto a 12 ore dall’aggressione. I ladri hanno rubato duecento euro lasciandolo a terra legato in cucina.

Sul fatto interviene il ministro per i Rapporti con il Parlamento Federico D’Incà: “Desidero portare la mia piena vicinanza alla famiglia Mainardi e all’intera comunità di Lorenzago per l’episodio avvenuto. Sono in costante contatto con le istituzioni locali che si stanno impegnando per fare chiarezza sull’accaduto assieme al prezioso lavoro degli investigatori. Il livello di sicurezza nei territori bellunesi rimane elevato con azioni di controllo e di prevenzione messe in atto dalle Forze dell’ordine”.

“Tutta la mia vicinanza alla comunità di Lorenzago di Cadore che piange la
scomparsa di un uomo speciale come Angelo a causa di una storia che ha
rotto la pace e la tranquillità dei nostri paesi di montagna”: il senatore
e sindaco di Calalzo di Cadore Luca De Carlo commenta con dolore la notizia
della morte di Angelo Mainardi, morto alcune ore dopo aver subito una
rapina nella sua abitazione di Lorenzago di Cadore.

“Pensare che in una comunità tranquilla e operosa come quella di Lorenzago
possano avvenire fatti come questi è sconcertante”, continua De Carlo.
“Preoccupa e sconvolge soprattutto il fatto che non parliamo di una rapina
in villa ai danni di un ricco e facoltoso imprenditore, fatti che ormai
quasi quotidianamente purtroppo riempiono le cronache: in questo caso la
vittima è un povero pensionato che viveva nel centro di un piccolo paesino
di montagna, di certo non abituato – se mai ci si può abituare – a episodi
simili”.

“Questa mattina ho chiamato il sindaco Marco D’Ambros per esprimergli la
mia solidarietà e chiedere informazioni su quanto accaduto”, conclude De
Carlo. “Conoscevo personalmente Angelo, visto più volte in occasione dei
tanti eventi che ospitiamo a Calalzo; la sua scomparsa mi addolora,
soprattutto per le modalità. È una situazione che ha dell’incredibile e
sono certo che le forze dell’ordine risaliranno presto ai colpevoli”.

Di seguito anche la nota del commissario provinciale della Lega, Franco Gidoni: “Bellunese terra tranquilla? Non può essere un alibi per lasciare la comunità in balia di se’ stessa”. È un affondo e allo stesso tempo un rinnovato impegno quello della Lega in merito alla rapina e alla successiva morte dell’ottantaduenne di Lorenzago di Cadore. La notizia, che ha lasciato sgomenta la popolazione, fa emergere con prepotenza la fragilità di una provincia vasta, formata da tanti comuni e piccoli paesi. Di fronte a fatti come quello successi a Lorenzago di Cadore si resta sempre assolutamente stupiti e impreparati. Non è mai successo che episodi come questo accadano nei nostri paesi, piccole realtà di montagna in cui ci si conosce tutti e dove la vita scorre da sempre in modo tranquillo”. L’accaduto riporta di necessità l’attenzione sui temi da sempre cari al partito, quelli del presidio dei territori e del potenziamento delle forze dell’ordine, anche nelle piccole realtà. “L’auspicio – prosegue infatti Gidoni – e’ che le forze dell’ordine in breve tempo riescano a venire a capo di quanto successo e ad individuare il responsabile. Una cosa è certa e, come Lega, l’andiamo ripetendo da tempo: insistere sulla retorica di Belluno territorio tranquillo non può essere l’alibi per sguarnirlo del necessario numero di forze dell’ordine e del giusto presidio. Questo è il nostro impegno da sempre, quello di mantenere alta la sicurezza nella nostra provincia e, dopo quanto successo, intendiamo andare a fondo fino a coinvolgere e impegnare anche i nostri parlamentari in questo senso, affinché interloquiscano con il Ministro”.

 

 

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