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Frana Croda dei Ros, San Vito di Cadore.  Bortoluzzi: “Al momento non ci sono problemi per le case e gli abitanti”

Anche nella giornata odierna sono continuati i monitoraggi della parete della Croda dei Ros. Si sono verificati ulteriori crolli, tutti di piccola entità, e in misura minore rispetto a ieri.
Dal sorvolo in elicottero di ieri è stato evidenziato che il materiale franato è di circa 50mila metri cubi, mentre un ulteriore pinnacolo di circa 20mila metri cubi è al momento sotto attenzione. In ogni caso, i canali di guardia non presentano alcun problema, dato che il materiale franato si è fermato in alto. Quindi non esiste alcun pericolo per l’abitato di Chiapuzza.

La struttura di Difesa del Suolo oggi si è raccordata con il Tesaf (dipartimento Territorio e Sistemi Agro-forestali) dell’Università di Padova per i rilievi, a seguito dei quali verrà studiato il sistema di interventi.

Massimo Bortoluzzi, consigliere provinciale delegato alla Difesa del Suolo e alla Protezione Civile

«Sono in contatto con il sindaco di San Vito – dichiara il consigliere provinciale Bortoluzzi – al momento la situazione è tranquilla e sotto controllo. Tramite la struttura provinciale della Difesa del Suolo, abbiamo concordato con il Tesaf una prima valutazione, e con il professor Gregoretti dell’Università di Padova abbiamo convenuto di aspettare il termine dei crolli prima di procedere con i rilievi, in modo da evitare eventuali errori nella raccolta di dati a causa della polvere di detriti depositata in quota. I rilievi infatti verranno eseguiti con sistema Lidar, quindi da remoto e con l’invio di un drone, senza pericoli di sicurezza. Non appena avremo gli esiti dei rilievi, si potrà procedere con la modellazione, vale a dire una simulazione tecnica delle precipitazioni e di quanto materiale potrebbe mettersi in movimento a seguito di eventi meteo. Solo con la modellazione è possibile studiare il tipo di intervento e le modalità di intervento da mettere in atto. Al momento non ci sono problemi per le case e gli abitanti, resta da capire se ci sia il rischio di qualche colata di fango sulla statale di Alemagna sottostante, in caso di forti piogge, nel caso in cui il materiale venga trascinato a valle».

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