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mercoledì, Settembre 28, 2022
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Prandi e Simenc vincono la Granfondo del Dragone. Dominio bellunese nelle singole categorie

Il Dragone di Belluno premia la grinta del lombardo Andrea Prandi, il campione di corsa in montagna under 23 (Coppa del mondo di categoria) che dopo un testa a tesa con il friulano Andrea Chiminello (Spezzotto) ha tagliato il traguardo della Granfondo del Dragone in solitaria dopo 3h45’55” alla media dei 31.34km/h staccando l’avversario di 1’02”. Terzo assoluto un altro Andrea, il bellunese Mazzucco (BIemme Garda) che aveva salutato la testa del gruppo a metà Valmorel.

Gara in solitaria per Laura Simenc (Team De Rosa), l’extraterrestre slovena che ha dettato legge sulle avversarie fin dai primi km, creando un vantaggio in costante aumento. Ha attaccato l’ultima salita della Valmorel con un distacco di 20′ sulla seconda, Cinzia Maraldi (Faenza Team), alcuni problemi tecnici alla ruota l’hanno costretta ad uno stop forzato sullo sterrato di Ronce, salvata dal provvidenziale intervento dell’assistenza meccanica dell’organizzazione, è ripartita gestendo il vantaggio e chiudendo la gara dopo 4h17’10”. Seconda Maraldi a 16’29” e terza la bellunese Maria Cristina Moro che ha siglato così la doppietta sul podio per il team Biemme Garda.

Ottime le prestazioni dei 72 bellunesi in gara che hanno dominato le classifiche di categoria con le vittorie di: Susanna Menardi (Fassa bike), Gabriella D’Incà (Due Ruote) e Eleonora Decet (Esercito) nelle tre categorie femminili. Dominio bellunese anche in quelle maschili con la vittoria di Alessandro Sogne (Carina) Elite master, Nicola Cecchet (GrBike) M1, Gabriele Cossettini (Cicli Agordina) M2, Gabriele De Nard (Pedale Feltrino)M4, Stefano Casagrande (El Corridor)M5, Luigi De Cesero (Due Ruote)M6, Sandro Longhi (Noale)M7 e Giulio Carlin (Limana)M8.
Podio completamente bellunese tra le società con il Limana nel gradino più alto del podio seguito in ordine dal Pedale Feltrino, Bettini Bike, Ciclistica Alpago e Cicli Agordina.
I ciclisti dovevano affrontare circa 120km con un dislivello totale di 2.700mt con il primo sforzo alle porte di Belluno, sulla Vena d’Oro, poi le grandi fatiche in Alpago con la salita “delle Coste” che conduce a Spert (dove a maggio è transitato il Giro d’Italia, ma in discesa) fino ad arrivare a Sant’Anna di Tambre e Malga Cate e poi giù tra scorci suggestivi sul lago di Santa Croce in Alpago; rientro in zona Belluno, Limana e attacco della salita di Valmorel antipasto dell’ultima grande fatica di giornata: il borgo di Ronce prima di raggiungere la cime del Nevegàl.

Giornata con un meteo spettacolare che ha indotto fin da subito a spingere sui pedali, livello molto alto nella testa della corsa con Prandi, Chiminello, Mazzucco e altri quattro a dettare un ritmo infernale che ha portato il gruppo a ridursi a tre granfondisti in testa, i tre Andrea: Prandi, Chiminello e Mazzucco. La Valmorel ha fatto il resto con un Prandi scatenato in salita e Chiminello in discesa, fino alle rampe di Ronce che hanno decretato il più forte. “Ho pagato uno sforzo eccessivo nel tratto per raggiungere la Valmorel – ha commentato Mazzucco all’arrivo – e a metà salita ho dovuto lasciarli andare”.

“Trovo che sia una granfondo con un percorso bellissimo salite spettacolari e discese tecniche, il tratto in sterrato prima di raggiungere la cima del Nevegal poi era molto emozionante (con i danni della tempesta Vaia ancora ben visibili – ndr) – ha commentato Prandi il vincitore – nell’ultima salita ho aperto il gas”.

Secondo posto un po’ stretto per Chiminello che per un tratto era passato in vantaggio, ma poi in salita è stato ripreso. “Devo dire che questa granfondo mi è piaciuta molto, quest’anno sicuramente è stata penalizzata nei numeri dalle troppe concomitanze in calendario, ma può diventare una classica di riferimento, complimenti agli organizzatori, ci vediamo sicuramente il prossimo anno”.

“Mi sono divertita molto, il percorso mi è piaciuto davvero molto, ho avuto un momento di paura per un problema tecnico alla ruota nell’ultimo tratto di sterrato prima dell’arrivo ma ho risolto e sono ripartita quasi subito, avevo un bel vantaggio” ha raccontato la vincitrice slovena.

Traguardo con il sorriso anche per la maglia nera, Filippo Cagnato di Venezia: “E’ stata tanto dura, ma la rifarei perché mi sono divertito e il percorso in posti che non aveva mai visto, valeva davvero la fatica che ho fatto”.
Bilancio positivo per il direttore tecnico Ivan Piol, che ha organizzato per conto dell’Asd Dolomiti Psg: “I commenti all’arrivo erano tutti entusiastici, il percorso è piaciuto moltissimo e questo è già un ottimo segno. Siamo stati penalizzati nei numeri da questo anno cosi particolare in cui, causa covid, il calendario è stato stravolto e si sono accavallati molti eventi. Per noi è stata un’edizione zero per capire se ci sono margini per un futuro ciclistico tra Belluno, Alpago e Nevegàl. L’entusiasmo di tutti oggi ci ha fatto capire che ci rivedremo il 4 settembre 2022 per la prima vera edizione della Granfondo del Dragone e ci aspettiamo moltissima partecipazione perché la gioia dei ciclisti oggi sarà sicuramente contagiosa”.

“È stato un evento pazzesco, ho fatto molta fatica ma mi sono divertito molto e ho scoperto un territorio meraviglioso, tornerò sicuramente perché questa è una zona che vale la pena esplorare sulle due ruote” ha commentato il giornalista Paolo Reale della rivista online Ciclismonweb.net

Al via c’erano ciclisti da 25 province di tutta Italia, in gara anche alcuni stranieri da Svizzera, Slovenia e Austria.

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