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Due interventi risolutivi del maresciallo negoziatore dei carabinieri

Sono entrambi andati a buon fine i due interventi del maresciallo negoziatore dei carabinieri. Il militare, in forza al Nucleo investigativo di Belluno, è specificatamente preparato per intervenire in situazioni con soggetti disagiati/pericolosi.
Venerdì 13 agosto alle ore 21:00 a Ponte nelle Alpi, un uomo di 52 anni chiamava il 118 poiché lamentava forti dolori alla testa causati da una caduta accidentale in casa. Giunti sul posto, i sanitari si trovavano davanti l’uomo che impugnava un revolver, poi rivelatasi una scacciacani, che oltre a minacciarli, manifestava la volontà di suicidarsi. Dopo circa 20 minuti, mentre i carabinieri della Stazione dell’Alpago e del Nucleo operativo radiomobile di Belluno mettevano in sicurezza l’area circostante per consentire l’intervento del negoziatore, si sentiva esplodere un colpo d’arma dall’interno. Il negoziatore procedeva immediatamente l’attività e in 15 minuti circa  riusciva a convincere l’uomo ad uscire e a farsi ricoverare. All’interno veniva rinvenuta la pistola scacciacani con alcuni colpi a salve, oltre ad alcool e psicofarmaci.

Il secondo intervento ha avuto luogo ieri, giornata di ferragosto, alle ore 13:00 in Santa Giustina. Un uomo di 40 anni, dopo aver litigato con la compagna e con i genitori, versava sulla propria autovettura della benzina con lo scopo di incendiarla, minacciando il padre, che tentava di dissuaderlo, con un coltello da macellaio con lama di 20 cm. L’uomo si chiudeva nel bagno minacciando di suicidarsi. Anche in questo caso, dopo che i carabinieri di Santa Giustina e del Nucleo operativo radiomobile di Feltre provvedevano a metter in sicurezza la zona, interveniva il maresciallo negoziatore. Dopo una lunga trattativa di mediazione, durata fino alle ore 16:00 durante la quale il militare riusciva a costruire un rapporto empatico con l’uomo, la situazione si sbloccava. L’uomo si convinceva ad uscire dal bagno, però ha voluto farlo solo attraverso la finestra e per questo ha preteso una scala sull’esterno del fabbricato. E solo dopo un’altra mezzora di colloquio è stato convinto a farsi ricoverare.

Anche in questo caso, in una situazione delicata, non c’è stata alcuna conseguenza per le persone coinvolte, e tutto si è risolto positivamente grazie alla capacità di mediazione e alla preparazione del mediatore, oltre alla sinergia con i reparti intervenuti.

 

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