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Grand Hotel Beirut. Lunedì al Palazzo delle Poste di Cortina una storia narrata e disegnata da Francesco Chiamulera e Jan Sedmak

Il Libano negli anni Sessanta era la Svizzera del Medio Oriente. Una terra di mondanità, cosmopolitismo e grandi scrittori.

Oggi a Beirut si susseguono i blackout, la luce elettrica è razionata, non si può mettere la carne in frigo se non si ha un generatore privato. Le code ai benzinai sono lunghissime, mancano persino i medicinali, su Twitter si leggono sempre più richieste agli stranieri di portare antibiotici, farmaci, medicamenti. Il CoVid ha dato il colpo di grazia a un qualcosa che si trascinava da molto. Ma che cos’è?

A Una Montagna di Libri, la festa internazionale della letteratura protagonista della stagione di Cortina d’Ampezzo, lo spettacolo Grand Hotel Beirut: un racconto in parole a cura di Francesco Chiamulera e una storia che si fa viva attraverso le immagini di Jan Sedmak e le musiche di Denis Feletto.

L’appuntamento è per lunedì 16 agosto 2021, alle ore 18 presso il Palazzo delle Poste, Sala Cultura di Cortina d’Ampezzo. Il costo del biglietto è di 8 euro.

Grand Hotel Beirut

Nel giugno 2021 un turista italiano digita su Google il nome di un albergo dove ha dormito non più tardi di due anni prima. Lo storico Hotel Le Bristol, Beirut. Una nicchia di eleganza nel cuore della capitale libanese, il Bristol, albergo dalla storia gloriosa, aveva resistito alla guerra civile (mentre cadevano bombe e granate era uno dei pochi ad essere rimasto aperto per accogliere i reporter) e nel 2015 era stato interamente rinnovato. Eppure, nel 2020, Le Bristol ha chiuso. Per sempre. E a dargli il colpo di grazia non è stata l’esplosione devastante del porto del 4 agosto, che ha travolto ospedali, case, edifici di governo, le belle ville levantine appoggiate sui colli che guardano il mare, il fantastico Palazzo Sursock, dimora di Lady Yvonne, le gallerie d’arte nelle eleganti vie dei quartieri del Bardo e di Achrafiech, i locali notturni di Mar Mikhael, con la loro vita brulicante e trasgressiva. Ma la pericolosa condizione generale del Libano, un paese dove per lo stallo politico e la chiusura dei confini seguita alla pandemia la povertà in un anno si è impennata vertiginosamente, la corruzione dilaga e nuovi fondamentalismi religiosi si affacciano. Il Bristol si aggiunge così alla serie di cartoline ingiallite di mitici luoghi della civiltà libanese del passato: le turiste in costume da bagno sulla terrazza del St. Georges, a metà anni Sessanta, segni di una vita urbana laica e disinvolta; le trifore e le ogive deliziose delle residenze della Qadisha e di Baalbek; le memorie letterarie di Khalil Gibran ieri, di Amin Maalouf, Elias Khoury, Richard Millet oggi. Eppure non tutto è perduto. Perché il Libano non è ancora un suk. Non è un casino primordiale, non è un’attrazione per turisti resi scemi dalle guide, che si aggirano sotto gli occhi di integralisti rabbiosi che sciabattano nella polvere. Il Libano è una nazione integra e fiera, dove esiste una borghesia forte e autoctona, dove la mattina puoi leggere L’Orient Le Jour o passeggiare nei viali tra scolaresche e signore a capo scoperto. A Cortina d’Ampezzo, dai cedri dello Shouf ai pini e agli abeti delle Dolomiti, un racconto in parole e di una storia che si fa viva attraverso le immagini. Perché la lontananza è solo un’idea letteraria, un diaframma sottile e artefatto. E poi, il grande mistero del tempo: è possibile provare nostalgia per qualcosa che non si è vissuto?

 

Estate a Cortina

Una Montagna di Libri torna per la XXIV Edizione a luglio e agosto 2021. La rassegna protagonista della stagione ampezzana è nuovamente in presenza nella Regina delle Dolomiti per l’estate 2021. Con oltre 50 appuntamenti, per una vera estate della ripartenza.

Per maggiori informazioni: unamontagnadilibri.it.

 

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