
Ancora in crescita il gradimento del sindaco di Belluno, Jacopo Massaro: a decretarlo è il Governance Poll 2021 sul gradimento dei sindaci dei capoluoghi italiani, pubblicato oggi da Il Sole 24 Ore.
Massaro rispetto al 2020 guadagna lo 0,2% arrivando al 57%, riconfermandosi per il secondo anno consecutivo nella top 30 e migliorando il risultato dello scorso anno, piazzandosi al 22esimo posto assoluto (27esimo nella scorsa edizione col 56,8%) sui 105 sindaci in graduatoria; come nell’ultimo sondaggio si conferma al secondo posto in Veneto, dietro al primo cittadino di Venezia Luigi Brugnaro, ed è il quarto a Nord Est (prima di lui, come detto Venezia, poi Gorizia e Pordenone).
«È un risultato particolarmente positivo, visto che arriva nell’ultimo anno pieno del nostro mandato, – sottolinea Massaro – e storicamente alla fine di un ciclo il gradimento delle amministrazioni va in calando. Sono classifiche a cui va dato il giusto peso, certo, ma sono un buon tornaconto dell’impatto sulla popolazione delle politiche messe in atto in questi anni, politiche che evidentemente hanno riscosso risultati positivi e per questo devo ringraziare tutti i componenti delle giunte che si sono susseguite in questi anni, i consiglieri comunali, in particolare quelli di maggioranza, e gli stessi cittadini di Belluno che tanta fiducia hanno riposto in noi. È stato un decennio particolarmente complesso, tra la crisi economica dei primi anni che ha colpito soprattutto Belluno, la tempesta Vaia i cui effetti sono visibili ancora oggi in tutto l’arco alpino e il dramma del Covid che ha messo in ginocchio l’intero sistema in questo ultimo anno e mezzo: il fatto di aver mantenuto un gradimento tutto sommato costante in tutto questo periodo è certamente qualcosa di cui essere soddisfatti, orgogliosi e grati».
Massaro dà poi anche una lettura politica della classifica: «Tranne casi eccezionali, che toccano soprattutto i grandi centri colpiti più pesantemente dalla pandemia, in generale il consenso dei sindaci ha tenuto, se non è addirittura cresciuto. Questo vuol dire che i sindaci, e con loro i comuni, sono istituzioni nei confronti delle quali i cittadini ripongono grande fiducia, visto che con loro condividono le stesse difficoltà dei territorio e possono confrontarsi direttamente e quotidianamente: è dai comuni quindi che deve ripartire l’Italia ed è necessario che lo Stato dia loro maggiore autonomia, risorse e competenze, anziché continuare a tagliare e ad accentrare il potere».
