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Covid 19: oltre 8mila morti in Veneto nel semestre ottobre 2020 – marzo 2021

Lanzarin Zaia RussoDi chi è la paternità politica di tale disastro? Esposto depositato in sei Procure della Repubblica da Laura Puppato ed altri cittadini e professionisti

Stasera, lunedì 26 aprile, Report Rai 3 dedica un servizio dal titolo “ Il Veneto, da primi della classe all’inizio della pandemia, ad ultimi a gennaio 2021. Cosa è successo? ”
Cessare di vivere non è mai bello, ma farlo da intubati, da soli e senza nessuno volto amico attorno, magari senza aver capito ben ciò che ti sta capitando, deve essere stato davvero straziante. Chissà se qualcuno degli oltre diecimila deceduti (10.481 annata 2020/2021), negli ultimi istanti della sua esistenza si sarà chiesto: potevo salvarmi? Qualcuno avrebbe potuto fare qualcosa per evitarmi tutto questo?
Le cure sanitarie ed assistenziali prestate prima, durante e dopo il Coronavirus riguardano principalmente i servizi sociosanitari che hanno in carico il ricoverato, nonché il rapporto fra l’equipe medica/paramedica e il paziente per la durata della degenza. Inutile negare che la qualità del servizio offerto e le prestazioni fornite sono condizionate, positivamente o viceversa negativamente, dalla tempestività ed appropriatezza di diagnosi, terapie e medicamenti offerti da chi entra in contatto con l’affetto da Covid. Ma e a sua volta, il front-office ospedaliero nell’erogare i servizi e le attenzioni necessarie è avvantaggiato (oppure svantaggiato), se ed in quanto le disposizioni emanate dalla regione -competente in termini di legislazione attuativa e di programmazione – sono adeguate ai bisogni rilevati così da variare – per tempo ed in tempo – le situazioni negative createsi. Ciò è valso e vale ancor di più in una situazione d’emergenza, com’è quella tuttora persistente nella pandemia in essere. Inoltre, i singoli servizi e presidi ospedalieri fanno parte della rete organizzata per linee di comando gerarchizzate per funzioni e livelli di responsabilità ripartiti per settori d’intervento territorialmente dislocati rispondenti per omogeneità di materia alle direttive di matrice regionale.
A capo dell’organizzazione sono preposti dirigenti scelti a seguito di procedure aperte a chi ha titoli ed esperienze, dal Presidente della Regione cui è riservata la nomina dei Direttori Generali delle Unità Sanitarie. Egli, poi, congiuntamente alla sua maggioranza propone al Consiglio Regionale i Direttori d’Area per macrosettori (tra questi anche la sanità) ed infine presiede la Giunta cui spetta l’affidamento degli incarichi di Direzione per tutti i dipartimenti dell’apparato centrale. Tutti questi vertici godono di ampia autonomia e discrezionalità nella scelta del mix migliore riferentesi alla situazione data utilizzando, beni mobili, immobili, personale e strumentazione in loro disponibilità. Insomma, la pianificazione del proprio comparto e la discrezionalità garantita a questi “capitani” nel decidere se, quando e come “fare” appartiene esclusivamente alle loro prerogative, pur nell’osservanza di norme, criteri e programmi d’indirizzo provenienti dall’organo politica cui debbono rispondere unicamente per i risultati affidati e conseguiti. La nettezza giuridico-formale codificata da norme e contratti che differenzia il potere d’indirizzo (politico) da quello operativo (gestionale), nella realtà deve fare i conti con le continue interferenze e l’invasione di campo proprio a partire dal dominus eletto dal popolo. In generale, poi, la componente dirigenziale è cedevole sulle proprie specifiche attribuzioni anche perché sa che l’incarico d’ufficio cui è collegata la retribuzione economica è a termine, quindi è opportuno assecondare.
Ciò premesso ed al netto della drammatica ed eccezionale situazione causata dal propagarsi del Covid, i dati dell’Istituto Superiore di Sanità evidenziano come nei primi sette mesi (marzo-settembre 2020) per il Veneto 2199 i deceduti, probabilmente grazie anche ai suggerimenti del Prof. Crisanti, mentre nella seconda parte (ottobre 2020-marzo 2021) la mortalità è quasi quadruplicata sforando quota 8.000, per la precisione 8.282. Nello stesso lasso di tempo, peggio di noi ha fatto solamente la Lombardia con 13.368 morti. Come è noto questa regione – così raccontano gli esperti – fin dai tempi di Formigoni (Forza Italia), a seguire con Maroni (Lega) per finire con Fontana (Lega), ha smantellato la medicina territoriale privilegiando la spedalizzazione.
In Veneto i servizi sociosanitari a valenza preventiva sono operanti fin dal 1975 del secolo scorso, hanno tenuto fino a settembre 2020 e poi cosa mai sarà successo? Crollato tutto miseramente? Inoltre, l’attuale Presidente – suo malgrado ed in mancanza di portavoce ufficiale – durante l’intera sua campagna elettorale ha dovuto presenziare e presidiare ininterrottamente i mass media dando informazioni aggiornate day by day sull’andamento del Covid. L’impegno è stato premiato e al leader leghista sono andate le preferenze del 76,8% dei Veneti, rispedito a Palazzo Balbi per la terza volta. Luca Zaia , si sa, ha nel cuore l’Autonomia tuttora in sosta forzata nei palazzi del potere da almeno 13 anni. Il Covid 19 è letale per le persone, ma mostra pure qualche aspetto positivo.
Da ottobre, però lo scenario è cambiato. Il tasso di mortalità si è innalzato improvvisamente, nonostante che a Marghera quasi quotidianamente il Presidente presieda e coordini una riunione avente il compito di monitorare la situazione, affrontare i problemi a mano a mano che si pongono e possibilmente risolverli. Se così è, Luca Zaia dirige il cantiere sempre aperto del Covid 19, aiutato dai collaboratori competenti (i dirigenti apicali) delle differenti branchie dell’Amministrazione Regionale di modo che dalla figura di vertice istituzionale alla fase realizzativa, agli “ausiliari” del Governatore non resta che mettere in pratica quanto deciso. Trattasi di un’organizzazione della modalità d’esercizio delle funzioni regionali alquanto distante dal modello codificato, però – scelta questa opzione – con qualche motivazione e non variata la sostanza della tecnostruttura ospedaliera di base, si può affermare che il quasi quadruplicamento dei morti nel periodo ottobre 2020-marzo 2021 possa riflettersi anche nella paternità politica di chi governa la regione del Veneto.
Ed è in questo contesto, che s’inserisce l’esposto presentato avanti alle sei Procure della Repubblica (Rovigo esclusa) a firma di Laura Puppato (già parlamentare PD) e di altri professionisti e cittadini preoccupati della situazione degenerata soprattutto nell’invernata 2020. Il dossier è completo di statistiche, dichiarazioni, pareri, approfondimenti e tabelle comparative. Essendo una mera segnalazione spetterà al giudizio della magistratura stabilire se vi sono gli estremi per una prosecuzione in termini di reato ravvisabile, oppure archiviare il tutto. Il focus è portato sue due questioni importanti.
La prima, il fatto di aver voluto mantenere il Veneto in zona gialla, al di là dei segnali allarmanti provenienti dalla propagazione del virus . Ribadisce l’esponente politica “nonostante tutte le evidenze il Veneto ha chiuso solo poco prima di Natale , ma migliaia di morti chiedono oggi verità e giustizia per la seconda ondata”.
La seconda concerne una serie di interrogativi non di poco conto: la veridicità dei dati sui posti letto comunicati dalla Regione Veneto , l’adeguatezza dei numeri del personale medico e sanitario rispetto ai ricoverati nei reparti semi intensivi e nelle terapie intensive e come tali comunicazioni abbiano influito sulla scelta del permanere della Regione in zona gialla, se sia stato garantito anche agli anziani delle RSA l’accesso agli ospedali per ottenere cure semi intensive ed intensive quando appropriato, se aver basato il contenimento dei contagi sul sistema dei tamponi rapidi fosse un metodo validato dalle evidenze scientifiche; valutando all’esito eventuali omissioni e/o e negligenze nell’attività di contenimento dell’epidemia da parte delle autorità preposte.
Stasera Report , settimanale d’inchiesta di Rai 3 , dedicherà un servizio all’argomento non a caso titolato “ Il Veneto, da primi della classe ad ultimi a gennaio 2021 . Cosa è successo”?

Enzo De Biasi
26 04 2021

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