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10mila euro di contributo straordinario dalla Provincia a Belluno Donna

Nel 2020, 159 donne si sono rivolte al centro antiviolenza, per 970 interventi
Vendramini e Scopel: «Il problema c’è e vogliamo portare consapevolezza in tutti i Comuni»

La Provincia stanzierà un contributo straordinario per l’associazione Belluno Donna. E scriverà un ordine del giorno da proporre a tutti i Comuni bellunesi per coinvolgerli nella sensibilizzazione anti-violenza. L’idea è emersa nel corso dell’ultima riunione dei consiglieri provinciali, a seguito di un’attenta analisi del report inviato da Belluno Donna relativo alla situazione delle violenze di genere.

A farsi carico della proposta, i consiglieri Dario Scopel e Paolo Vendramini.
«Abbiamo pensato di dare un contributo di 10mila euro a Belluno Donna. Una piccola cifra, forse, ma dal significato profondo – afferma il consigliere Scopel -. Provvederemo ufficialmente già nel prossimo consiglio provinciale. E proporremo anche un ordine del giorno sul tema delle violenze contro le donne, con l’obiettivo di sensibilizzare le comunità locali. Intervenire economicamente per garantire un sostegno a un’associazione che da anni si occupa di donne vittime di violenza è un dovere. Ma è necessario anche lavorare per la prevenzione. Auspico ci sia la sensibilità da parte di tutti i Comuni per arrivare a dare un sostegno strutturato e continuo – magari in proporzione al numero di residenti – a un’associazione che spesso nel silenzio lavora per tutto il nostro territorio».

«Quello della violenza di genere è un problema quanto mai attuale e critico anche nella nostra provincia – spiega il consigliere Vendramini -. Proprio per questo vogliamo coinvolgere tutti i Comuni e arrivare alla consapevolezza della questione. Non possiamo nasconderci, soprattutto dopo un anno, il 2020, che è stato critico per le donne vittime di violenza, perché il lockdown, spesso, ha trasformato le mura domestiche in una vera e propria gabbia. Lo confermano i dati del report di Belluno Donna».

Nella relazione spiccano alcuni dati significativi. Dal 1°dicembre 2004 al 31 dicembre 2020 il Centro antiviolenza è stato contattato da 1.229 donne (per ben 1.188 casi di violenza subita). Confrontando il numero di donne che hanno chiesto aiuto nel 2005 (data di apertura del Centro) con il numero di donne che hanno chiesto aiuto nel 2020 si osserva un incremento del 238%. Gli interventi a sostegno delle donne che si sono rivolte al Centro sono aumentati di quasi 6 volte (+578%).

«Ringraziamo la Provincia per l’interessamento alle nostre attività e per il contributo – commenta la presidente di Belluno Donna, Anna Cubattoli -. Mantenere un Centro antiviolenza costa davvero molti soldi e riteniamo sia una scelta politica importante riconoscere l’attività dell’associazione e anche la presenza del problema sociale, che è molto grave nel nostro territorio. Durante l’emergenza Covid, consapevoli del serio rischio di isolamento in cui le donne confinate in casa con partner violenti potevano andare incontro, ci siamo rapidamente riorganizzati. L’attività del Centro non è mai stata sospesa, l’ascolto è stato garantito, i colloqui personali sono stati sostituiti dai colloqui telefonici. Nel 2020, anche a causa del lockdown, abbiamo registrato un calo delle richieste di aiuto da parte di donne “nuove” e un incremento delle richieste di supporto da parte delle donne già in carico».

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