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domenica, Febbraio 28, 2021
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Infezioni intraospedaliere da Covid. Attuati rigidi protocolli per la sicurezza dei pazienti

I protocolli attivi negli ospedali dell’Ulss Dolomiti per il contrasto dell’epidemia covid all’interno delle strutture sono efficaci e permettono una rapida individuazione e gestione di eventuali positività.

I pazienti, prima del ricovero per qualsiasi specialità, vengono sottoposti a tampone e ricoverati nelle aree covid o covid free in base all’esito.
Inoltre, i tamponi vengono ripetuti durante il ricovero a cadenza ravvicinata e ogni qualvolta vi sia un dubbio clinico o un trasferimento interno. I visitatori autorizzati sono contingentati ai casi di reale necessità, accedono previo tampone, con tutti i dispositivi di sicurezza previsti e per un tempo inferiore ai 15 minuti.
Tuttavia, l’evoluzione dell’infezione covid, che ha un tempo di incubazione fino a 14 giorni dal contatto con un positivo, rende possibile che un paziente si positivizzi durante il ricovero ospedaliero, magari asintomatico. In questo caso, i protocolli in atto prevedono da un lato la rapida intercettazione del positivo e dall’altro l’immediata attivazione delle azioni di isolamento, “contact tracing” e sanificazione a tutela di pazienti e operatori.
«Il sistema di identificazione dei soggetti COVID19 in ogni ospedale viene perfezionato quotidianamente, in relazione alle conoscenze sulla diffusione della malattia, con l’obiettivo di ridurre, per quanto possibile, l’accesso di persone infette da SARS CoV2 nelle aree ospedaliere libere da COVID19 (COVID19 free). La presenza di un paziente COVID19 può portare ad una rapida diffusione della malattia innanzitutto tra i pazienti che occupano la stessa stanza.

L’attuale situazione epidemiologica ospedaliera vede la possibilità di verificarsi di “focolai” di infezione in tutte le strutture di ricovero, non solo provinciali, ma anche della stessa Regione Veneto, dell’Italia e del mondo. E’ dovuta alla elevata diffusione nella popolazione dell’infezione da SARS CoV2, che solo ora ha una tendenza alla riduzione.
Con il coordinamento delle Direzioni Mediche Ospedaliere, tutto il personale sanitario è soggetto a controllo periodico come da protocollo regionale e secondo gli adattamenti alla nostra realtà e nella quasi totalità dei casi è già stato sottoposto alla vaccinazione specifica. Anche i pazienti vengono sottoposti con cadenza ravvicinata al test. Questo con l’obiettivo di essere i più efficienti possibile nell’identificare ed isolare i portatori. Sono attività definite attraverso l’esperienza maturata in quest’anno e devono avere la massima rapidità di esecuzione con l’obiettivo di rendere il più sicuro possibile il ricovero nelle aree “COVID19 free”. In queste, dove sono ospitati tutti i pazienti affetti da problematiche non legate a SARS CoV2, si opera con elevatissima attenzione preventiva, impiegando tutti i presidi più attuali», commentano Livio Simioni, direttore del Dipartimento di area medica di Feltre, Massimiliano Mosca, Direttore del Dipartimento di area medica di Belluno e Renzo Scaggiante, Direttore delle Malattie Infettive.

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