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venerdì, Gennaio 22, 2021
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Nevicate abbondanti, animali in difficoltà. La provincia eviti di allungare i periodi di caccia

La stampa bellunese ha recentemente pubblicato e titolato la notizia che gli ungulati in provincia di Belluno sarebbero 34 mila (il condizionale è d’obbligo dato che in alcune bacheche di caccia il numero degli abbattimenti risulta di gran lunga inferiore a quello prestabilito).

Ora, mi chiedo quale interesse possa suscitare quest’informazione nei cittadini, i quali, in un momento in cui l’Italia sta morendo, in ogni senso, sicuramente hanno altre priorità, tanto più che quest’informazione era già stata resa nota precedentemente. Mi spiace inoltre non aver letto, in questi giorni di forti nevicate e gelo, la notizia che sia stato dato soccorso agli animali selvatici che popolano le nostre montagne tanto più che in alcuni luoghi la neve ha superato i due metri d’altezza e dubito anche dai video che stanno circolando in rete che tutti gli animali siano riusciti a raggiungere le zone di svernamento. Mi chiedo quindi, al di là del sentimento di pietà che in un paese civile è dovuto a chi è allo stremo e in difficoltà , quale sia il compito di certe istituzioni, oltre a quello di divulgare con grande frequenza articoli allarmistici che decantano esuberi e presunti danni che i nostri bellissimi abitanti dei boschi andrebbero a provocare.

Mi chiedo inoltre se l’insistenza di simili argomentazioni abbia l’intento di voler giustificare l’inutile e dannosa attività della caccia che nella nostra regione ha una corsia preferenziale basti pensare che in Veneto è stato permesso ai cacciatori, nei giorni arancioni, lo spostamento in altri comuni; evidentemente cittadini di serie A. Alla luce di tutto questo mi auguro pertanto che la provincia di Belluno non promuova a breve delibere che acconsentano la caccia in periodi sempre più lunghi (si pensi che dopo il passaggio di Vaia che ha raso al suolo milioni di alberi, con conseguente stop della caccia in alcune zone, la nostra provincia ha autorizzato la caccia ai piccoli cervi e alle femmine addirittura a partire da metà agosto); mi auguro altresì di non dover apprendere di piani di abbattimento sempre più elevati perché nel caso, dato che mi risulta che le riserve di caccia abbiano chiesto di poter cacciare addirittura nei giorni rossi, sorgerebbe legittimo il dubbio che ci sia la volontà di porre ‘ rimedio ‘ ai giorni di caccia persi a causa dello stop dovuto alle zone rosse e alle interminabili nevicate!

Tamara Panciera – Borgo Valbelluna, Mel

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