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In 500 in piazza dei Martiri per la manifestazione del dissenso alle restrizioni sanitarie

Belluno, 2 novembre 2020 – Ha avuto successo la manifestazione di questa sera a Belluno in piazza dei Martiri organizzata da artigiani, commercianti, imprenditori e cittadini che hanno voluto esprimere il loro dissenso sulle scelte del governo. Possiamo stimare una presenza di 400-500 persone. Il tutto si è svolto pacificamente, con il controllo di polizia, carabinieri e polizia locale.

“Scendiamo in piazza per esprimere il nostro disaccordo sulle misure imposte dal nuovo Dpcm di Conte. Scendiamo in piazza perché crediamo che i sacrifici vanno fatti sì, da tutti, politici compresi e devono portare ad una soluzione che questo governo non propone minimamente. Scendiamo in piazza perché crediamo che per sconfiggere un virus non serva distruggere l’economia di un paese”. Questi gli slogan mirati alla protesta.

Eppoi c’erano gli slogan dei volantini distribuiti nei giorni scorsi per dare notizia della “manifestazione spontanea a Belluno in piazza dei Martiri il 2 febbraio 2020 dalle ore 18.30. Per difendere il diritto al lavoro. Il diritto all’istruzione. Il diritto alla salute.

Una manifestazione trasversale, nelle intenzioni dei proponenti, tendenzialmente delle partite Iva che vedono compromesso il loro reddito per effetto delle restrizioni conseguenti all’emergenza sanitaria. Tutto ruota intorno a quel punto di equilibrio necessario alla salvaguardia della salute pubblica e alla tutela di chi lavora nei settori maggiormente penalizzati.

Una manifestazione trasversale, dicevamo, ma se dovessimo attribuirle una tendenza politica non c’è alcun dubbio, a simpatizzare e sostenere l’evento erano certamente le forze dell’opposizione.

Ad omologare questa sensazione, oltre alle bandiere della Repubblica di Venezia, è arrivato il sostegno del senatore di Fratelli d’Italia Luca De Carlo: “Sono idealmente anche io in piazza con tutti loro. Avevo accettato con entusiasmo il loro invito, ma gli impegni del Parlamento mi hanno trattenuto a Roma. Voglio però ribadire tutta la mia solidarietà a quei commercianti che hanno sofferto nei mesi di lockdown, che hanno investito somme importanti per adeguare i propri locali e per metterli in sicurezza e che nonostante questo vengono chiusi nuovamente da un DPCM che colpisce alla cieca, senza tutelare chi si è impegnato per la sicurezza dei clienti e dei lavoratori”.

 

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