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mercoledì, Dicembre 2, 2020
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Denunciati dalla polizia 5 italiani per truffa. Bottino da 5.790 euro

Questura di Belluno

L’altro ieri la Squadra Mobile di Belluno ha denunciato all’Autorità Giudiziaria 5 persone per truffa in concorso. Si tratta di soggetti italiani residenti parte nel bresciano e parte nella provincia di Chieti, di età compresa tra i 25 ed i 40 anni.

Ad inizio luglio un cittadino bellunese ha sporto denuncia in Questura perché, a seguito di un suo annuncio postato su www.subito.it, in cui aveva messo qualche giorno prima in vendita dei mobili di una sua camera da letto per 400€, era stato contattato da uno sconosciuto, che si era proclamato interessato all’acquisto dei beni, e disposto a pagare un sovrapprezzo di 100€ qualora la transazione fosse avvenuta con tempi celeri.
La vittima, aveva seguito le indicazioni del malintenzionato via telefono, si era recata ad un Atm bancomat del centro, convinto dal truffatore che il corrispettivo della vendita gli sarebbe stato accreditato direttamente sul proprio conto corrente. Inserita la sua tessera bancomat, la parte offesa aveva seguito le indicazioni impartitegli digitando un numero di conto corrente dettato dal truffatore per l’importo di 502 euro ed il proprio pin.
Terminata l’operazione la vittima informava l’interlocutore che non confermava il buon esito della stessa ed invitava il querelante a rifare l’intera procedura inserendo un importo pari ad 928 euro. Anche in quest’occasione il truffatore lamentava che il pagamento non era andato a buon fine e che quindi si sarebbe dovuto fare un terzo tentativo. Il truffato ripeteva l’operazione altre 3 volte, con importi superiori al migliaio di Euro, ricevendo dal malvivente sempre risposta negativa relativamente al buon esito delle transazioni. Nonostante le insistenze del truffatore, ad un certo punto la vittima si rifiutava di proseguire con ulteriori tentativi e sospendeva le comunicazioni con il delinquente, sospettando di essere stato vittima di una truffa.
Conferma di quanto intuito veniva dato alla parte offesa dalla filiale della sua banca, che documentava le operazioni fraudolente quantificate in 5.790 euro totali.
Dato che l’intestatario dell’utenza che aveva contattato la vittima, attivata dal malvivente allo scopo, appartiene ad un soggetto straniero inesistente, è stata l’analisi delle transazioni che ha permesso agli investigatori di scoprire gli intestatari delle carte prepagate su cui è stato fatto confluire il denaro della vittima. Si tratta di soggetti con precedenti di polizia per reati analoghi commessi sull’intero territorio nazionale.
Si tratterà ora di comprendere se i denunciati siano o meno dei prestanome, utilizzati da un unico regista per intestare le carte prepagate e compiere questo tipo di frodi.

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