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Il pomodoro bellunese protagonista alla 7ma Mostra nazionale a Villafranca in Lunigiana

Domenica 23 agosto si è tenuta la 7ma Mostra nazionale del pomodoro. Nella splendida cornice di Borgo Murato di Filetto nel Comune di Villafranca in Lunigiana (Massa-Carrara) sono state esposte centinaia di varietà di pomodoro provenienti da tutta Italia. Varietà locali, coltivate nella nostra penisola da secoli ed altre provenienti da mezzo mondo
A far bella mostra di sé anche delle varietà tipiche del Bellunese.

Tiziano Fantinel

“Il pomodoro bellunese è stato tra i protagonisti di questa edizione della Mostra – riferisce Tiziano Fantinel, titolare di Dolomiti bio di Valle di Seren del Grappa – dato che anche nel nostro territorio si è concretizzato un progetto nazionale di sperimentazione in campo di questa coltivazione Una coltivazione non proprio autoctona, ma decisamente molto diffusa in campi e orti.
Il progetto prevede la sperimentazione in campo di una serie di varietà provenienti da altre aree sia italiane che di varie zone del mondo con un clima simile al nostro Tutte varietà antiche, riproducibili, non manipolate in laboratorio e coltivate in biologico senza alcuna forzatura al fine di testarne resistenza, sapore, proprietà nutritive.

Coinvolti nel progetto l’associazione Dolomiti bio e la neonata associazione Naturalmente Valle di Seren. I semi forniti al vivaio biologico il Ruscello di Porcen hanno dato delle piantine poi distribuite nelle varie aziende sparse sul territorio provinciale, come l’azienda I boschi del castagno di Valmorel, Gesti alpestri di Vignui, Fagherazzi a Sedico, e Anemos di Seren del Grappa, solo per citarne alcune.
Nonostante questo 2020 non sia stato, dal punto di vista climatico, un anno esaltante per i pomodoro, stiamo ottenendo degli ottimi risultati sia dal punto di vista qualitativo che di resistenza alle malattie. Oltre ad alcune varietà locali, ormai consolidate (come il pomodoro Rosa, il Cuore Nadia, il cuore del professore) hanno dato il meglio di sé il gigantesco Cuore di Aqui, il cuore ungherese e due varietà gialle: il Tangerin, che grazie a una particolare sostanza ci consentono di assimilare con più facilità il licopene, e il Conte Edgecombe (neozelandese). Sono in fase di sperimentazione una cinquantina di varietà dai colore, dalle forme e dai sapori molto vari, che è possibile vedere nel campo catalogo di Porcen di Seren del Grappa.
Risultati molto incoraggianti, dunque – conclude Fantinel – che ci fanno capire quanto importante sia la sperimentazione in campo e il coinvolgimento di coltivatori e aziende in progetti basilari per un futuro fatto di cibo sano, agricoltura a basso impatto ambientale e “tipicizzazione” delle produzioni per distinguersi sui mercati”.

 

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