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martedì, Febbraio 7, 2023
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Bottacin e Gidoni, la paura ‘delle preferenze’ fa 90. L’assessore uscente blinda la sua rielezione in lista Zaia. Escluse le candidature “forti” di Bortoluzzi e Stella

L’ordine di scuderia, impartito dal numero uno della Lega, Matteo Salvini, per le regionali del Veneto di settembre, era quello di candidare gli assessori e i leader di partito uscenti nella lista della Lega, che in Veneto i sondaggi vedono debole rispetto alla lista Zaia, che invece dà la certezza del seggio a chi totalizzerà più preferenze. Nelle province più piccole, come Belluno e Rovigo, però, l’ordine di Salvini avrebbe probabilmente comportato il rischio rimanere fuori, per possibili sorpassi nelle preferenze. La paura di non essere rieletti per i prossimi cinque anni in consiglio regionale, dunque, ha condizionato la composizione e il collocamento delle liste.
Così l’assessore Bottacin forzando la “regola Salvini” è riuscito a farsi inserire in prima posizione nella lista più forte ossia quella di Zaia, che dà ampie garanzie di rielezione. Il consigliere uscente Gidoni invece, in ossequio alla regola Zaia, è capolista dei candidati in lista Lega.
Ma c’è di più.
Poiché alle elezioni regionali sulla scheda vanno indicate le preferenze, e quindi sarà il numero di voti personali ottenuti a decidere il candidato che verrà eletto all’interno di ogni partito o coalizione. Così, a protezione dei due leader locali Bottacin e Gidoni, ogni rischio è stato azzerato sacrificando i candidati troppo noti, in grado di attirare molte preferenze, con il conseguente rischio del sorpasso.
Perché un conto era correre nei listoni delle politiche nelle prime posizioni, dove veniva eletto anche mio nonno, in forza dei vari sistemi elettorati “Mattarellum”, “Porcellum”, “Rosatellum”, “Italicum”, ossia senza preferenze, e un altro è vincere con il numero più alto di preferenze.
Ed è per questo, evidentemente, che nelle liste della Lega e Lista Zaia non troviamo due candidati eccellenti in termini di consenso elettorale, come ad esempio Massimo Bortoluzzi, il più votato consigliere provinciale, attualmente in carica e Andrea Stella, il più votato consigliere comunale del Capoluogo della Lega, anche lui in carica.
Ambedue dispongono di un buon pacchetto di voti personali, che nel segreto dell’urna e per le congiunture a volte sorprendenti della politica, avrebbero potuto insidiare assessore e consigliere uscenti.
Roberto De Nart

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