Nel giro di pochi giorni quello che sembrava un progetto che coinvolgeva realtà a 360° è diventato un progetto elitario che vede coinvolti Comune di Belluno, Provincia di Belluno, cacciatori ed un “esperto” faunista. Interessante notare come le associazioni ambientaliste e animaliste citate nei giorni precedenti siano scomparse. Forse perché non ci sono mai state?
Interessante peraltro ragionare sulle figure coinvolte ora: il Comune che sinora non ha mai dimostrato un vero e profondo interesse per il benessere animale vista ad esempio, la gestione della colonia felina del Nevegal, abbandonata a sé stessa per non parlare di altre all’interno dell’area cittadina e visti i risultati in tema di gestione delle segnalazioni di maltrattamento o cattiva detenzione di cani, cavalli, ecc… che mai hanno dato risultati in linea con la mera applicazione del regolamento di tutela e benessere del Comune stesso. E la Provincia? La stessa che ha tolto i CRAS (Centro di Recupero Animali Selvatici) tanto importanti sul territorio o che non ha saputo organizzare interventi veterinari di supporto per gli incidenti stradali con selvatici, destinati a morire in una lenta agonia sull’asfalto, come accaduto. Cosa dire poi del coinvolgimento della Riserva Alpina di caccia? Un tentativo per tentare di “rifarsi un’immagine” intrisa di sangue animale?
Le rondini sono considerati evidentemente animali di serie A, meritevoli di tutela più di cani, gatti, cavalli, ecc… evidentemente ritenuti di serie B; chiamasi specismo, pratica vergognosa ma assai diffusa tra la nostra specie che si è esercitata ed ancora si esercita in termini di differenze con pratiche ben più note come il razzismo, ad esempio.
Ma forse è solamente che le rondini portano turismo e quindi denaro, ciò che maggiormente conta per la nostra specie ed il reale benessere dell’animale è una semplice conseguenza di un interesse speculativo, come sin troppo spesso accade.
Va evidenziata ancora una peculiarità: questo progetto che si profila a costo zero vanta probabilmente maggiore interesse di altri riguardanti specie diverse (cani, gatti, lupi, ecc…) e ciò nonostante la normativa nazionale vigente sia molto chiara in termini di tutela di ogni specie animale presente sul territorio e di doveri degli enti preposti ai controlli e alla repressione.
Ma il rispetto della legge è pratica ormai dimenticata; lo dimostra l’interesse pari a zero suscitato dal “problema animale” in tutta la provincia bellunese dove si può parlare di benessere e tutela delle altre specie come di una piaga da terzo mondo.
Come detto, essere rondine a Belluno è un vantaggio così come lo è appartenere a certi enti piuttosto che ad altri oppure essere dei singoli che vanno a braccetto con chi, pur mancando in ambiti importanti, riesce ad avere spazi di manovra maggiori di chi gli animali li tutela ogni giorno in modo gratuito e con la giusta passione, senza differenze di specie.
Cristiano Fant
