Il disegno di legge n. 1552 rappresenta una delle minacce più gravi alla tutela della fauna selvatica in Italia degli ultimi decenni.
Indebolendo le norme sulla caccia, minando le competenze scientifiche ed esponendo le specie migratorie a rischi maggiori, la proposta di legge mette in pericolo la biodiversità in un momento in cui l’Europa chiede una protezione della natura più forte, anziché più debole. Le organizzazioni ambientaliste e le ONG ne sollecitano quindi l’immediato ritiro.
Riprende l’iter parlamentare del DDL 1552, attualmente in discussione nelle Commissioni Agricoltura e Ambiente del Senato. La proposta di riforma della Legge Quadro n. 157/1992 prevede un indebolimento significaticativo della tutela della fauna selvatica tramite l’ampliamento dell’elenco delle specie cacciabili, estensione la caccia ai periodi di migrazione primaverile, abolizione delle moratorie venatorie, prolungamento dell’orario di caccia oltre il tramonto, riduzione delle aree protette e permesso all’uso di richiami vivi.
Le ONG ambientaliste e le organizzazioni per la conservazione della natura si sono opposte con forza al disegno di legge e ne hanno chiesto l’immediato ritiro. Esse sostengono che tali misure contribuirebbero a creare un ambiente ostile e imprevedibile per gli uccelli migratori, mettendo ulteriormente a rischio specie già vulnerabili. La proposta suscita inoltre serie preoccupazioni riguardo alla marginalizzazione delle competenze scientifiche a favore di decisioni di natura politica, allineate agli interessi della caccia. L’indebolimento degli organismi scientifici indipendenti comprometterebbe il monitoraggio basato su dati concreti necessario per valutare lo stato delle specie e proteggere efficacemente la biodiversità.
Il progetto LIFE Ibis eremita (LIFE20 NAT/AT/000049 – LIFE NBI), attivo da molti anni per la reintroduzione e la protezione dell’Ibis eremita in Europa, si unisce a questa opposizione. L’Ibis eremita è una delle specie di uccelli più rare al mondo e migra ogni anno attraverso l’Italia, che ospita la più grande popolazione europea della specie.
“La protezione delle specie migratorie non può essere sacrificata sull’altare degli interessi venatori”, ha affermato Johannes Fritz, direttore generale del progetto LIFE Northern Bald Ibis. “Il destino dell’Ibis eremita e di molti altri uccelli selvatici in Italia è a rischio.”
Oltre al recupero della specie, il progetto è diventato un osservatorio scientifico essenziale per le minacce più ampie alla biodiversità. Attraverso il monitoraggio GPS continuo di tutti gli esemplari lungo le rotte migratorie, l’Ibis eremita è diventato un’importante specie indicatrice che rivela la portata del bracconaggio in Italia. I dati raccolti dal progetto mostrano che circa il 30% delle perdite registrate è riconducibile al bracconaggio, a dimostrazione del grave impatto che questa minaccia continua a rappresentare per la biodiversità.
“Senza scienza indipendente, non c’è conservazione efficace,” ha affermato Fritz. «Se decenni di monitoraggio e cooperazione internazionale vengono messi da parte a favore di interessi politici a breve termine, sarà la biodiversità a pagarne il Prezzo.”
In un momento in cui la Commissione europea ha ribadito la necessità di rigorose misure di protezione per gli uccelli durante la migrazione pre-riproduttiva e i periodi di nidificazione, il disegno di legge 1552 va nella direzione opposta. Indebolire le misure di protezione e marginalizzare la scienza comprometterebbe decenni di lavoro di conservazione e gli obblighi dell’Italia ai sensi del diritto dell’UE e degli impegni internazionali in materia di biodiversità.
Esortiamo pertanto il Governo italiano a ritirare il disegno di legge 1552 e ad avviare un processo legislativo fondato sulla scienza, sul diritto europeo e sulla protezione a lungo termine della fauna selvatica.
Waldrappteam Conservation and Research
