
Giovedì scorso, 21 maggio, la Polizia di Stato ha eseguito l’ordinanza del Gip di Belluno che dispone l’obbligo di dimora ad Alessandria nei confronti di G.S. trentenne, cittadino albanese, ritenuto responsabile del reato di rapina aggravata.
I fatti
Lo scorso 16 novembre 2019 G.S. insieme ad altri tre suoi connazionali, penetra mediante effrazione in un’abitazione di Cavarzano (Belluno) riuscendo ad impossessarsi di un braccialetto in argento e pochi contanti. Alle ore 18.30 il proprietario rientra a casa e sorprende i quattro malviventi, che per guadagnarsi la via di fuga lo travolgono facendolo cadere a terra. Dalle indagini della Squadra mobile di Belluno emerge che in quei giorni a Belluno erano presenti due veicoli, una Fiat Bravo intestata alla moglie di G.S. anche lei albanese, e un camper in sosta al parcheggio di Lambioi usato come punto d’appoggio per passare la notte.
A fine dicembre 2019 vengono eseguite le perquisizioni nelle abitazioni dei sospettati ad Alessandria. Viene sequestrato il cellulare di G.S. un IPhone la cui analisi dei tabulati conferma gli spostamenti effettuati dal medesimo nelle immediate vicinanze dell’abitazione di Cavarzano dove è avvenuta la rapina. L’uomo, inoltre, non lavora ed ha precedenti penali e di polizia confermati dall’Interpol. Il 5 gennaio 2020, infatti, la Policia National spagnola ha sottoposto a fermo di polizia un connazionale di G.S. anch’egli indagato nell’indagine bellunese e ha indagato lo stesso G.S. per furti con scasso. I due, al momento dell’idintificazione avevano la stessa auto Fiat Bravo utilizzata nella rapina di Belluno.
(tda)
